Pavullo, tentata estorsione, arrestato il mediatore
Il sanfeliciano Salvatore Natale aveva “suggerito” all’imprenditore di rivolgersi a Lionetti per ottenere un milione
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PAVULLO. Gli serviva un contatto, qualcuno che lo potesse aiutare nel realizzare il suo piano: farsi consegnare un milione di euro da un imprenditore suo parente. Non conosceva nessuno del sottobosco criminale che agisce nel Modenese se non - almeno per nomea - quell’uomo di cui in tanti parlano nel suo paese d’origine, San Felice. E così ha preso l’auto ed è sceso nella Bassa dove ha tuttora diversi amici ed è riuscito a mettersi in contatto con colui che sarebbe diventato poco dopo il mediatore della tentata estorsione. I carabinieri della Compagnia di Pavullo hanno chiuso il cerchio sulle minacce e l’incendio doloso ai danni di un imprenditore. In carcere, oltre a Salvatore Lionetti, l’autore materiale delle minacce («Conosciamo la tua famiglia, sappiamo come raggiungerti», ha sostanzialmente detto alla vittima nel primo approccio di metà agosto) è finito anche Salvatore Natale, 52 anni, volto noto delle estorsioni e delle violenze nella Bassa dove vive e dove risulta sorvegliato speciale. Il regista 59enne, parente dell’imprenditore, è invece ai domiciliari dopo aver già confessato tutto al gip Paola Losavio, che ha anche disposto le ordinanze di carcerazione.
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L’operazione dei carabinieri, guidati dal capitano Nicola Puccinelli e coordinata dal pubblico ministero Claudia Natalini, ha permesso nel corso dei mesi di tracciare un quadro indiziario che appare piuttosto fluido e chiaro. Non si tratta di un’associazione a delinquere, anche se lo spessore criminale di Natale e Lionetti è assodato, ma piuttosto di una serie di coincidenze che hanno portato il 59enne sanfeliciano a chiedere “aiuto” a due esponenti di spicco delle cronache locali.
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Perché secondo le accuse - i tre dovranno rispondere di tentata estorsione in concorso e danneggiamenti dolosi - Salvatore Natale si è messo volentieri a disposizione dell’imprenditore, mente della strategia. È stato lui a raccogliere la richiesta di intervento del 59enne, come testimoniano anche i riscontri telefonici accertati dai carabinieri. I contatti si sono fatti sempre più intensi e hanno portato il regista dell’estorsione a contattare Salvatore Lionetti, detto “O Zingarone”, l’autore materiale delle minacce e - si sospetta - anche del rogo dell’auto della vittima, distrutta dalle fiamme il 23 settembre davanti alla sua abitazione di Serra.
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Ma a fronte di quelle minacce, l’imprenditore ha chiesto subito sostegno ai carabinieri che con un’attività lunga e certosina sono arrivati a fare chiarezza, effettuando i primi due fermi il 29 gennaio e l’ultimo, quello di Salvatore Natale, sabato su ordinanza del giudice.
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