Superperiti, la laurea dopo la fabbrica
Nuovo corso di Ingegneria: due anni di studio e uno di tirocinio nelle aziende o nelle officine
Lauree professionalizzanti al via con il decreto che dà il via libera ai nuovi percorsi di studio che nel nostro ateneo sono diventati realtà dopo due mesi. Alcuni giorni fa è stata firmata la convenzione-quadro definitiva che identifica i Collegi di Modena e Reggio Emilia come principali interlocutori tecnici; si attende ora solamente l'approvazione da parte del Ministero.
Gli istituti tecnici superiori fino ad oggi rappresentavano l'unica possibilità di educazione post secondaria alternativa alla laurea tradizionale: la laurea professionalizzante è una risposta alla domanda di personale altamente preparato che viene da imprese e mondo delle professioni. Così gli Its continueranno a formare meccanici, tecnici ed esperti di officina superspecializzati mentre le università "sforneranno" super-periti industriali, chimici, esperti di agraria e agrotecnica, ma anche super-guide turistiche o esperti di cantieri e scavi archeologici.
Il corso deve prevedere una parte di tirocinio formativo.
La sede dei corsi sarà a reggio Emilia. L'obiettivo è la formazione di professionisti tecnici laureati ad alto profilo professionale in ingegneria industriale, che possano essere rapidamente inseriti negli uffici tecnici delle aziende, nelle attività libero professionali, negli studi professionali, o entrare direttamente in azienda per occuparsi di sviluppo prodotto e supporto al cliente, di ingegneria di produzione o di logistica.
Un terzo delle ore del percorso, cioè l’intero ultimo anno, saranno dedicate a un tirocinio sul campo da parte dello studente.
Unimore, attraverso una specifica ricerca, ha individuato quale prima necessità del nostro bacino imprenditoriale l'attivazione di un corso di ingegneria di produzione e logistica inerente lo sviluppo del prodotto e il supporto al cliente da proporre in questa prima fase nella sede di Reggio Emilia, dove ha sede Ingegneria Meccatronica.
Soddisfatto il vicepresidente del Collegio dei Periti Industriali di Modena Carlo Alberto Bertelli, referente per i rapporti con l'Università: «Volevo ringraziare - dice - il rettore Andrisano per il supporto in questi mesi di contatti continui fra noi e il Dipartimento di Ingegneria. L'istituzione di questo corso è un ulteriore passo verso quella rivoluzione auspicata dal nostro congresso a Roma nel 2014 nel quale si scelse la difficile strada dell'elevazione del titolo di studio per l’iscrizione al nostro albo e il raggiungimento obbligatorio di quel EQF6 che ci permette in Europa di continuare ad essere professione intelluettuale».
«Dal 2021 - aggiunge - chi si vorrà iscrivere all'Ordine dovrà essere in possesso di una laurea triennale che ora potrà essere quella professionalizzante, come da tempo è in Francia e Germania. Abbiamo coadiuvato Unimore alla realizzazione del piano di studi di questo corso prototipo che vede finalmente, in questo caso attraverso il nostro intervento diretto, materie quali "Conoscenza delle normative sulla sicurezza negli ambienti di lavoro", "Conoscenza normative di prevenzione incendi per le strutture e immobili e attrezzature tecnologiche" e "Grammatica e sintassi della lingua inglese per termini tecnici dell'ingegneria". Il terzo ed ultimo anno sarà dedicato all'inserimento degli studenti».
Chi vorrà diventare Perito industriale Laureato potrà esercitare il suo tirocinio per 60 punti formativi presso uno studio professionale di un perito abilitato e tale periodo verrà considerato a tutti gli effetti valido per l'ammissione all'esame di stato ai fini dell'iscrizione al nostro albo. «Il numero iniziale degli studenti a cui sarà permesso affrontare questo percorso - conclude Bertelli - non fa tremare i polsi ma è l'inizio di un nuovo percorso che avvicina imprese del territorio e giovani con aspirazioni alla tecnica ingegneristica pratica».
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