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Aemilia, la difesa Bianchini contesta i periti

Aemilia, la difesa Bianchini contesta i periti

L’avvocato Garuti “smonta” l’atto che accusa la famiglia. Poi tutti contro Erdogan e Finale presenzia

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REGGIO EMILIA. La difesa di Bianchini al contrattacco del tre periti del Tribunale, i magistrati che sospendono l’udienza per protestare contro la visita di Erdogan in Italia e infine la partecipazione di un rappresentante del Comune di Finale al processo, nella persistente e desolante assenza delle altre istituzioni modenesi. Sono un po’ questi i “titoli” dell’udienza andata in scena ieri nell’aula bunker del tribunale di Reggio, dove si celebra il dibattimento principale del processo Aemilia.

In apertura il minuto di sospensione dalle udienze giudiziarie e la lettura del messaggio dell’Associazione Nazionale Magistrati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla visita del discusso capo della Turchia. L’iniziativa l’ha decisa il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Maria Caruso, che è anche presidente del collegio del processo contro la ’ndrangheta in Emilia. La lettera a Mattarella, in cui l’Anm insieme alla Fnsi e al Consiglio nazionale forense sollecitava a porre l’attenzione sul tema dei diritti umani, sarà affissa davanti agli uffici di magistrati. «Devo dire di una presa di posizione comune tra magistrati, giornalisti e avvocati dopo le recenti questioni» ha chiosato Caruso.

All’udienza ha assistito anche Maurizio Boetti, presidente del Consiglio comunale di Finale, delegato dal Comune a portare la fascia tricolore. Boetti è di fatto l’unico rappresentante istituzionale del modenese a presenziare con un minimo di continuità al processo: «Diciamo che ho seguito da consigliere questa vicenda fin dagli inizi. Una vicenda che ha toccato da vicino, dal di dentro, la nostra comunità. È giusto che da rappresentante dei cittadini, che ci hanno dato anche questo mandato, io sia qui a rappresentarli, a garantire consapevolezza e fiducia dei finalesi nel lavoro della magistratura e delle parti coinvolte».

All’udienza erano presenti Augusto Bianchini, la moglie Bruna Braga e i figli. Anche perché il resto della giornata è stato in sostanza il bombardamento di rilievi ironici e pungenti che l’avvocato della famiglia, prof Giulio Garuti, ha riversato in modo incalzante sui periti contabili del Tribunale, Vincenzo Moscariello, Franco Lagro e Alessio Berrilli. Nella sostanza Garuti, con una raffica di domande sulla documentazioni e gli approfondimenti mai effettuati, ha voluto dimostrare come la perizia di quasi 3.000 pagine, pur concludendo a favore dell’accusa, sia stata di fatto inutile e senza proprie fondamenta, adagiandosi sugli atti di accusa.

Il legale ha contestato ad esempio che i periti non abbiano mai provato come dalla Bianchini Costruzioni i Bianchini avessero travasato l’azienda alla Ios di cui era titolare Alessandro. O come, in una azienda, fossero fuori luogo le contestazioni per cui i figli minori dei Bianchini avessero dei ruoli operativi, che in realtà le carte non dimostrano. O fossero solo dei prestanome nell’altro, alla Bianchini Costruzioni: «Allora Zuckerberg a 23 anni ha fondato Facebook non era in grado?», ha detto.

Contestata anche la tesi che la Dueaenne di Bruna avesse ceduto beni in modo fraudolento, per evitare l’imminente sequestro. Su questi punti ci sono stati parecchi silenzi e qualche battibecco, con il pm Mescolini: «Qui devono essere fatte domande, e invece assistiamo ad una arringa anticipata», ha detto. (ase)

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