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Carisbo, le sedi modenesi diventano Intesa Sanpaolo

Carisbo, le sedi modenesi diventano Intesa Sanpaolo

Dopo l’incorporazione, nelle 31 filiali resteranno, per ora, soltanto le insegne A livello nazionale uscita volontaria di 9mila addetti, chiudono 1.100 sportelli

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Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il più importante gruppo bancario italiano, ha presentato ieri il Piano industriale al 2021.

Un Piano che prevede una riorganizzazione radicale in cui sono coinvolte migliaia di persone fra riduzione del personale e chiusura di filiali.

Un Piano che riguarda anche la provincia di Modena, dove Intesa Sanpaolo è presente con una rete di 31 filiali (in prevalenza con il marchio Carisbo) e un organico di 250 persone, circa 50mila clienti che comprendono 2mila imprese, 45mila famiglie più la tesoreria di 9 enti locali fra cui l’Ausl di Modena.

Il Piano di Intesa Sanpaolo prevede l'uscita volontaria di 9mila persone, in base all'accordo sindacale raggiunto alla fine del 2017, e la chiusura di circa 1.100 ulteriori filiali. A fronte delle uscite volontarie, l’istituto di credito ha previsto l'assunzione di 1.650 nuove risorse. Sempre in un'ottica di riduzione dei costi, Intesa Sanpaolo prevede la fusione di 12 controllate nella capogruppo (Banco di Napoli, CR Firenze, CR Pistoia e Lucchesia, CR Veneto, Carisbo, Cariromagna, CR Friuli Venezia Giulia, Banca Nuova, Banca Apulia, Banca IMI, Banca Prossima, Mediocredito Italiano) pur mantenendo i marchi con maggiore valore per la clientela.

Sulla base delle comunicazioni ufficiali, la fusione non dovrebbe fare scomparire i marchi, perlomeno i più noti ai clienti e radicati sul territorio. È però facile prevedere che nel tempo il marchio Intesa Sanpaolo possa prevalere e non si può escludere che anche le decine di filiali modenesi a marchio Carisbo possano prossimamente esporre le insegne del Gruppo che già aveva il controllo di questa banca, ora a tutti gli effetti incorporata. Di fatto per ora solo le insegne esterne resteranno quale unico residuo della vecchia Carisbo. Il Piano, come per tante banche concorrenti, prevede anche l’ipotesi di chiusura di tante piccole filiali, soprattutto nei centri minori dove buona parte dei servizi sarà sempre più lasciata alla rete capillare di Banca Itb che fa capo alle tabaccherie.

Ancora una volta va sottolineato come l’uscita dal lavoro di migliaia di persone nel settore bancario possa comunque avvenire su base volontaria, evitando situazioni traumatiche.

Riguardo ai principali numeri, il Piano di Intesa Sanpaolo punta a chiudersi nel 2021 con un utile netto di 6 miliardi di euro, a fronte dei 3,8 miliardi realizzati nel 2017. La percentuale dell'utile che sarà destinata a dividendo è prevista all'85% nel 2018, all'80% nel 2019, al 75% nel 2020 e al 70% nel 2021: i dividendi dell'esercizio 2017 ammontano a 3,4 miliardi, pari a 20,3 centesimi per ogni azione ordinaria e 21,4 centesimi per quelle di risparmio. La banca prevede di dimezzare i crediti deteriorati lordi nel 2021 a 26,4 miliardi, da 52,1 miliardi nel 2017, e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche, dai 22,5 miliardi. L'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti alla clientela si dimezzerà nel 2021 al 6% al lordo delle rettifiche, dall'11,9% nel 2017, e al 2,9% al netto, dal 5,5%. Previste in calo anche le rettifiche nette su crediti a 1,8 miliardi nel 2021 dai 3,3 miliardi del 2017.

Stefano Turcato

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