Crollò il soffitto: vittima corresponsabile
Il 28enne restò ferito dal sisma. «Era geometra, fu imprudente a restare seduto. Risarcito a metà»
Se crolla il soffitto in cartongesso e ferisce seriamente uno studente a lezione, la responsabilità non è del proprietario dell’edificio ma dell’affittuario che lo utilizza e quindi lo ha in custodia. Ma se lo studente è un geometra che è rientrato nell’aula dopo una prima scossa di terremoto, anche lui ha una precisa responsabilità legata alle sue conoscenze professionali sui problemi di statica che può avere un edificio dopo una scossa e quindi ha mostrato scarsa prudenza. Per questo il giudice ha deciso che il danno complessivo, calcolato soprattutto sulle lesioni riportate dal giovane, vada pagato solo per metà dal Collegio dei Geometri di Modena che ospitava il corso.
La sentenza del Tribunale Civile di Modena riguarda un caso drammatico e imprevedibile capitato nella mattina del 29 maggio 2012 quando come noto, si susseguirono due scosse molto forti a distanza di poche ore: la prima alle 9 e la seconda alle 13. Quella mattina un geometra modenese di 28 anni era andato al Collegio dei Geometri per prendere parte a un corso di specializzazione con altri giovani colleghi. All’inizio della lezione, però, arrivò la prima scossa e tutti corsero fuori dal palazzo. Per almeno mezz’ora, come testimoniato nella causa, nessun rientrò. Solo dopo qualcuno rassicurò gli studenti che lo stabile era sicuro e non aveva riportato lesioni. Poco dopo lo studente seduto venne improvvisamente investito da una pioggia di calcinacci e cartongesso: era la seconda scossa che stava distruggendo il soffitto. Quella massa di calcinacci e intonaco lo colpì sulla testa e sulla schiena provocandogli gravi ferite. Dopo le cure fece avviare un’azione legale contro la Cassa Geometri, proprietaria dell’edificio. Ma la Cassa Geometri ha chiarito al giudice che l’edifico era stato affittato al Collegio Geometri di Modena e che l’incidente era avvenuto per un caso fortuito.
Il giudice, ritenendo provato che in questo caso esiste una relazione tra il bene in custodia e il fatto dannoso, chiarisce che la custodia è a carico di chi affitta un edificio e quindi la responsabilità interessa il Collegio dei Geometri. Come scrive il giudice, «le emergenze istruttorie indicono sa ritenere che – pur essendo crollato un elemento strutturale e fisso dell’edificio – il proprietario non potesse esercitare alcuna concreta vigilanza e perciò non possa configurarsi alcuna relazione di custodia tra la Cassa Geometri e l’immobile». Il terremoto è stato un evento eccezionale per la zona di Modena, considerata un’area fino ad allora non sismica, spiega il giudice, ma dopo la prima scossa, alle 9, sarebbe stato opportuno svolgere verifiche anche sommarie prima di fare rientrare gli impiegati e i partecipanti al corso. E questa facoltà poteva essere esercitata solo dal Collegio Geometri, che poteva valutare gli effetti del terremoto. Il fatto che il corso fosse invece gestito da altri non esclude secondo il giudice la responsabilità del Collegio Geometri.
Tutta loro la responsabilità per i calcinacci? Il giudice dice di no: nota una corresponsabilità. È vero che le lezioni non sono state sospese dopo la prima scossa ma lo studente «è tornato all’interno dello stabile pur sapendo che non c‘era stato il tempo per procedere ad alcuna verifica concreta dello stato dell’edificio». Lo studente ferito «era già all’epoca geometra e quindi era un tecnico in grado almeno indicativamente di valutare che la forte scossa di terremoto poteva aver creato pregiudizi allo stabile». Infine, la decisione era stata per forza concordata tra l’insegnante e gli studenti. Per questo, nota il giudice, il giovane geometra «avrebbe dovuto dubitare della possibilità di rientrare in sicurezza. La sua condotta non pare connotata dai caratteri della prudenza e della diligenza. L’imprudenza dello studente ha aumentato la potenzialità lesiva del fatto del danneggiante, agevolando nella misura del 50% il verificarsi del fatto».
Per questo il Collegio del Geometri va ritenuto responsabile dei danni subiti dall’allievo solo per un 50%. Danni dei calcinacci piovuti dal soffitto che hanno provocato un trauma cranico minore, un trauma toracico con frattura del corpo sternale, un trauma dorsale con fratture vertebrali multiple. Per il giovane sono stati necessari un ricovero, cure lunghe, un busto e quasi tre mesi di convalescenza. A tutto questo si aggiunge una lunga sofferenza psicofisica. Il calcolo finale è di un danno quantificabile in 17.780 neuro che divisi a metà fanno 13.890. E questa è la quota che il Collegio dei geometri dovrà pagare al giovane collega (tramite assicurazione).
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