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In via Piave ora c’è l’area spaccio

In via Piave ora c’è l’area spaccio

Denuncia di chi lavora nella zona: «Qui c’è compravendita a ritmo continuo»

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«In via Piave spacciano in pieno giorno». La denuncia giunge dal dipendente di un’azienda che ha gli uffici a ridosso della rotatoria di via Menotti. Dal suo posto di lavoro ha una visuale aperta sulla zona. In particolare ha una sorta di presa diretta sull’area al centro dell’emergenza spaccio, compresa tra le vie Piave, Begarelli, Ferrari e Menotti. Vista dall’alto, assomiglia a un diamante di baseball. Una rete permette parzialmente di delimitare lo spazio, ma non vieta il movimento verso l’esterno e l’interno. L’area diventa così una zona franca in cui poter fare affari illegali. L’uomo ha denunciato ai carabinieri una situazione «quotidiana di spaccio di stupefacenti». I modi sono i più diversi. In qualche caso, spiega il cittadini che per ovvie ragioni preferisce non sia divulgato il suo nome , «Le dosi sono nascoste sotto le ruote delle macchine. Una persona le lascia, dopo due minuti ne viene un’altra e le prende». In qualche altro, il procedimento appare più complesso.

«Venerdì alle 15 è entrata una persona - ha aggiunto il cittadino - che si è accovacciata per circa dieci minuti in posizione defecatoria; tuttavia, non stava facendo i suoi normali bisogni: a intervalli estraeva o raccoglieva dal terreno corpi (ovuli), che scartava e metteva in tasca». È scattata la richiesta alle forze dell’ordine d’intervenire. «L’ultima volta è passata una pattuglia della Polizia municipale - ha proseguito il cittadino - ma gli agenti hanno fatto una breve perlustrazione in auto, poi sono andati via senza aver fatto nulla». Nell’area abbandonata, come ha precisato il dipendente alle forze dell’ordine, il secondo procedimento «accade spesso e ci sono tutte le cartine e le pellicole per terra». Nell’area è stata ravvisata anche la presenza «di una bici rubata», secondo quanto osservato dal cittadino che ha denunciato il fenomeno di degrado. Non è la prima volta che l’area in questione è interessata da proteste. «È un dormitorio», aveva segnalato già due estati fa un residente. La sua analisi era puntuale: «Ci sono piatti, addirittura di ceramica, e capi di abbigliamento. La rete è stata divelta e abbiamo trovato una maglia e un paio di jeans, esposti come se fosse un balcone».

Anche in quel caso il problema non era una novità. «Ne ho parlato con un ispettore della Polizia municipale - spiegò il residente - e mi ha detto che abbiamo ragione. Tuttavia, se non hanno commesso un reato, al massimo gli possono fare una multa che stracciano davanti alla loro faccia».

La soluzione definitiva per l’area non sembra dietro l’angolo. «Non posso stare a fare la vedetta - ha replicato ieri ilcittadino - e comunque quando denunciamo gli episodi passa comunque qualche minuto prima che le forze dell’ordine possano intervenire, ma nel frattempo quelle persone sono già andate via». (g.f.)

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