Modena e Quo Vadis, vicino a chi cambia vita
L’associazione fondata da Rocco Politi da cinque anni affianca le persone che vogliono uscire dai movimenti religiosi
MODENA. Si chiama “Quo Vadis” ma, a differenza della nota locuzione latina pronunciata da San Pietro al Signore, non è seguita da un punto di domanda. Perché l’associazione Quo Vadis – letteralmente Dove Vai - una direzione già ce l’ha, non ha bisogno di chiederla. Ed è quella di aiutare le vittime dell'ostracismo dei movimenti religiosi, ma anche coloro che vogliono uscire da questi stessi movimenti, o chi, sempre a causa di questi, ha un parente, un amico, una persona vicina che sta soffrendo.
«So che cosa significa essere messi al bando da organizzazioni come queste – dice Rocco Politi, presidente di Quo Vadis, per 40 anni Testimone di Geova ed ora ex, orgoglioso di essere tale – quando per aver autorizzato una trasfusione alla mia nipotina di appena 7 mesi, che stava morendo per un sarcoma, mi hanno espulso dal movimento mi è stata fatta terra bruciata intorno».
Politi, fino al 2000, ricopriva all’interno della gerarchia del movimento una delle cariche massime: era un Ministro di culto, carica che può essere accomunata a quella del vescovo cattolico, e fare quella scelta che andava contro uno dei principi cardine dei Testimoni di Geova –no alle trasfusioni- non gli venne perdonato. Sono passati 17 anni e ancora Politi e la sua famiglia –sua moglie e sua figlia Tatiana- non solo sono stati letteralmente abbandonati da quelli che una volta si dicevano loro “fratelli”, ma anche dalla loro vera famiglia.
«Al funerale di mia madre i miei fratelli ci considerarono come estranei, i miei amici, persone del movimento che conoscevo da anni, non si avvicinarono neanche per farmi le condoglianze: eravamo stati tagliati fuori”», continua Politi. E così, proprio da quei fatti, l’ex Ministro di culto prese il coraggio –dopo 13 anni di silenzio lontano dal movimento- di uscire fuori, di raccontare la sua storia, e con questa la voglia di aiutare chi, come lui, sa che cosa significa essere lasciato solo.
«Quello che vogliamo è che la gente che ci chiama abbia la possibilità di essere aiutata», dice Politi, che nel 2013 ha fondato Quo Vadis a.p.s. «Solo nel modenese in quattro anni abbiamo aiutato una trentina di persone, che salgono a centinaia in tutta Italia. Al momento abbiamo diversi gruppi di aiuto, in Italia e all’estero, perché quello che dobbiamo fare è essere vicini alle persone. E’ per questo – continua Politi- che ci siamo avvicinati alla chiesa cattolica: si tratta di una struttura mondiale. Ogni paesino ha il suo parroco, il suo don. E anche a queste figure noi dobbiamo fare riferimento, perché siamo ancora piccoli e nonostante le tante richieste non possiamo arrivare dappertutto».
Quo Vadis al momento segue persone che vogliono uscire non solo dai Testimoni di Geova ma anche da organizzazioni quali Scientology e affini con un pool di psicologi ed avvocati “Milioni di persone al mondo soffrono ogni giorno a causa di queste organizzazioni: figli contesi tra genitori in cui uno appartiene al movimento e l’altro no, madri abbandonate da figli che hanno perso la testa dietro a queste organizzazioni devianti, fratelli che non hanno più rapporti perché uno e dentro uno è fuori. C’è tanta, troppa sofferenza, e noi vogliamo provare a fare qualcosa per aiutare queste perone», conclude Politi. Ma con così tante lacrime versate, vedendo così tante persone soffrire, che cosa la fa andare avanti? «Sono i grazie che mi arrivano proprio quando sono sul punto di mollare».
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