San Felice, tragedia alla Meta, Preti sarà processato
L’imprenditore a giudizio per omicidio colposo plurimo e abuso edilizio. Sarà processato con sindaco e tecnico comunale
SAN FELICE. Paolo Preti, l’imprenditore sanfeliciano titolare della Meta, è stato rinviato a giudizio con le accuse di omicidio colposo plurimo e abuso edilizio.
Sarà processato a partire dal 28 marzo, assieme al geometra Claudio Terrieri, al sindaco di San Felice Alberto Silvestri e al capo dell’ufficio tecnico del Comune di San Felice, Daniele Castellazzi, che erano già stati rinviati a giudizio per gli stessi reati. Il sindaco e il tecnico comunale poi rispondono anche di falso, perché, si ricorderà, accusati di avere sottratto dal fascicolo della Meta il documento che comprovava la loro corresponsabilità nella morte dell’ingegner Bignardi e dei due operai, sostituendolo con un documento falso con lo stesso numero di protocollo, nel quale il Comune invece appariva come attento e rigoroso nel far rispettare la legge.
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La decisione del rinvio a giudizio di Preti è stata presa ieri dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Modena, dottoressa Paola Losavio, dopo che la Corte di Cassazione ha “demolito” la sentenza del primo Gip di Modena, che aveva rinviato a giudizio Silvestri, Castellazzi e Terrieri, prosciogliendo invece Preti.
Contro la sentenza del primo Gip, i cui contenuti avevano destato da subito forti perplessità, la Procura ha inoltrato il ricorso in Cassazione, che la Suprema Corte ha colto in ogni aspetto, censurando pesantemente la decisione del proscioglimento e annullandola, con rinvio al Tribunale di Modena perché ripetesse l’iter. Così ieri il pubblico ministero, dottor Luca Guerzoni, ha brevemente ripercorso la tragica vicenda - ovvero il crollo del 29 maggio 2012 che costò la vita a tre persone - e ribadito la richiesta di rinvio a giudizio. Contestando l’omicidio colposo e i lavori di messa in sicurezza antisismica della fabbrica che nei giorni precedenti Preti aveva effettuato in autonomia, e in violazione delle norme urbanistiche, Guerzoni ha richiamato i contenuti della sentenza della Cassazione, mentre i legali delle parti civili (le famiglie delle vittime) hanno aderito alla richiesta della Procura. La difesa ha chiesto invece il proscioglimento di Preti, replicando in sintesi le motivazioni già sviluppate nella precedente udienza.
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Al termine è seguita l’ordinanza di rinvio a giudizio della dottoressa Losavio, che ha disposto anche la riunificazione del processo a Preti con quello agli altri tre imputati, come era logico che fosse.
Detto dell’evidente rischio prescrizione che comunque incombe, ora parte il dibattimento, davanti al giudice monocratico, dottoressa Siena.
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