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«Capolista qui è un vero onore»

«Capolista qui è un vero onore»

Il candidato Pd: «Zone legate alla mia storia. Il voto a Liberi e Uguali? Favorisce i nostri avversari»

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Tra i catapultati è il meno catapultato. Bisogna dare atto a Piero Fassino che un po’ Modena la conosce, e ascoltando i rumors dei militanti le critiche erano ben indirizzate a Beatrice Lorenzin e Claudio De Vincenti. Fassino ha dalla sua la storia Pci che a Modena piace, il vertice dei Ds, quando Modena aveva un peso ben diverso da oggi. Altri tempi, che il candidato Fassino certamente non nasconde in una delle sue prime giornate modenesi.

Catapultato non le piacerà, ma la polemica sui nomi è stata anche sostanza a Modena.

«Per me essere capolista in queste terre tra Modena e Ferrara è un onore. Sono zone che ho frequentato mille volte per la mia attività di dirigente di partito, parlamentare, ministro. Zone legate alla mia storia politica. So della La polemica sui “catapultati”, ma dobbiamo tenere conto dei vincoli della legge. Se vuoi consentire a ministri ed esponenti nazionali di giocarsi la partita, è normale che siano candidati in collegi forti. Tra l’altro non è una novità di questo voto, ma anche nel passato esponenti nazionali venivano candidati nelle regioni italiane. E zone come l’Emilia Romagna e la Toscana, terre della nostra tradizione, sono certamente le più favorevoli per candidature che peraltro portano in dote ai territori anche alcuni vantaggi».

Tipo?

«Un territorio che ospita un candidato nazionale potrà contare sulla sua esperienza e competenza. Claudio De Vincenti è stato viceministro dell’industria, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e oggi e’ Ministro: persona che ha tutti i titoli per parlare agli imprenditori sassolesi, diventando un interlocutore di riferimento anche per il futuro. Così come avere la Lorenzin alzerà il livello del dibattito su una questione delicata come la sanità, dove l’Emilia Romagna tira sempre le fila».

Fassino avversario di Vasco Errani e Pierluigi Bersani: l’avrebbe mai detto?

«I nostri avversari sono i Cinquestelle e il centrodestra. Liberi e Uguali sono... competitori. La nostra campagna elettorale è concentrata nel chiedere all’Italia un voto di responsabilità per proseguire sulla strada della ripresa e per non consegnare il Paese a Salvini o Di Maio. Poi, certo, facciamo appello a tutti gli elettori di sinistra e di centrosinistra a non disperdere il voto: votando Liberi e Uguali - che non avrà voti sufficienti per eleggere nei collegi uninominali - si rischia di dare maggiore vantaggio alla destra e ai grillini. Detto questo ho il massimo rispetto di chi ha deciso di fondare un altro partito, ma anche la assoluta consapevolezza che oggi quella divisione finisce per favorire i nostri avversari».

La campagna elettorale sta assumendo toni aspri e i fatti di Macerata hanno contribuito.

«La crisi economica ha aperto feriti sociali molto profonde, suscitando paure e inquietudini. Quando la politica cavalca la paura e la alimenta, perde il suo senso di responsabilità’. Compito di chi vuole guidare una nazione è quello di liberare i cittadini dalle paure e non di alimentarle. Il Paese non lo si governa spaccandolo».

Cosa metterà al centro della sua campagna a Modena?

«Sarò in tutto il collegio - che comprende oltre a Modena, anche Ferrara - per tutta la campagna elettorale, con un calendario di eventi molto fitto. Partiremo dal lavoro, tutelando le situazioni più deboli e instabili, proponendo obiettivi di ridistribuzione di servizi e di reddito alle famiglie e di futuro e opportunità per i giovani. Proponiamo un rilancio di investimenti pubblici e privati per sostenere la ripresa. E naturalmente ci misureremo anche con le “febbri” di questa società, a cominciare dalla sicurezza e dalla gestione dell’immigrazione».

Davide Berti

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