Gazzetta di Modena

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Rubrica Fuori Classe / Vivere in Positivo con i clown di corsia a caccia di felicità

Annalisa Canale* e Teresa Petrella*
Rubrica Fuori Classe / Vivere in Positivo con i clown di corsia a caccia di felicità

L’esperienza dell’associazione raccontata agli studenti da Aiou, Bubbola e Monci: «Mettersi in gioco per gli altri»

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MODENA. “Quando ti prendi cura di una persona, vinci sempre”. Lo dice “Patch Adams”, il clown di corsia più famoso del mondo. L’attenzione agli altri è stato il tema della giornata di una classe del liceo classico e linguistico Muratori San Carlo, passata in compagnia dei tre clown Bubbola, Monci ed Aiou dell’associazione VIP “Vivere in positivo” di Modena.

“Vivere in positivo” è la filosofia dei tre clown in quanto cercano sempre di trovare qualcosa di positivo in condizioni di disagio negli ospedali e nei vari enti in cui offrono il loro servizio.

Questo motto per loro diventa una modalità di agire, di vivere e di pensare, diventando non solo claun (come lo scrivono loro) di corsia, ma clown nella vita di tutti giorni. Il requisito fondamentale è la voglia di mettersi in gioco, infatti non sono richieste alcun tipo di abilità di giocoleria ma solamente sapersi esprimere per come si è, con un camice diverso dal solito e con un pizzico di creatività. Entrare a far parte dell’associazione diventa un impegno serio a tutti gli effetti, in quanto ci sono regole da seguire: la costanza nelle presenze agli incontri di formazione, l’obbligo alla privacy e il rispetto delle indicazioni dei medici.

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Le motivazioni che spingono una persona a diventare clown sono le più svariate. Aiou spiega: «Ho sempre lavorato all’estero e spesso mi divertivo a fare Babbo Natale nelle piazze. Quando sono tornato in Italia ho incontrato una mia amica, da poco diventata claun di corsia, e mi sono subito incuriosito. Per me è stato l’evoluzione del Babbo Natale nel mio “io” bambino». Bubbola invece: «Dopo che nel 2003 è morto mio papà, nei momenti di difficoltà ho sempre cercato con mia mamma di sdrammatizzare. Per me diventare claun di corsia è stato un modo, come dice anche lei, di permettermi di essere liberamente come sono. È come avere sempre con me una risorsa e un modo per divertirsi uno squinterno».

Questo tipo di volontariato è una buona opportunità per socializzare, entrare a far parte di una grande famiglia, quella di VIP, per interagire con le persone a livello empatico. Oltre a tutti i vantaggi che questo servizio può offrire, i tre clown hanno detto anche di aver avuto diversi momenti di difficoltà. Aiou è sicuro: «L’anziano in fondo è anche lui un bambino e ha bisogno di una coccola come gli altri. La mia esperienza personale mi ha portato ad affrontare qualsiasi fascia di età». «Bisogna trovare la chiave giusta per ogni paziente, questo è il segreto», afferma Monci.

Alla fine dell’incontro, dopo anche vari momenti di gioco, abbiamo chiesto ai clown di descrivere la loro esperienza di volontariato in poche parole: «Se è necessario ascoltiamo, ma soprattutto solleviamo», «la gente per pochi secondi si dimentica del motivo per cui soffre», «atto di amore e di ribellione a dover essere sempre cupi e tristi».

*studentesse della 5AL Muratori San Carlo
 

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