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«Gian Carlo stai attento che non c’è solo Vasco...»

«Gian Carlo stai attento che non c’è solo Vasco...»

La frecciata al sindaco Muzzarelli sul giudizio degli elettori dopo Modena Park Un viaggio nello sproloquio tra ladri in casa, progetti non finiti e Caliendo 

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Come sempre sa cogliere le corde dei modenesi. Riesce ad essere realista senza offendere nessuno. Riesce ad essere simpatico strappando un sorriso anche a chi non la pensa come lui. È l’impersonificazione del buon senso unita al pragmatismo della nostra terra. E così, anche quest’anno, Sandrone ha riempito piazza Grande per l’atteso sproloquio.

L’applausometro è salito soprattutto in tre momenti. Il più divertente, quando parlando di meteo ha detto che per trovare un clima vivibile ormai ci si dovrà trasferire in Africa, in una sorta di percorso inverso rispetto ai migranti.

Il più applaudito quando ha sottolineato come non ci volesse un genio a capire che la statua di Pavarotti andasse collocata accanto al suo teatro.

Il più sentito quando ha chiesto ai modenesi che rapporto avessero con i topi da appartamento, al grido di «tranquilli che se non sono già venuti, arriveranno».

Ecco i passaggi più salienti del discorso della famiglia Pavironica tradotti dal dialetto.

Vasco Rossi. In perfetto stile Muzzarelli, che Vasco lo ha citato fino a farsi multare, anche la prima citazione del “sindaco del giovedì grasso” è per Vasco Rossi: «Popolo di San Geminiano da Cognento e di Vasco Rossi da Zocca», ormai una sorta di semidio dopo aver firmato quello che Sandrone definisce, pochi secondi dopo «il primo di luglio come giorno della svolta. I giornali del 1977 scrivevano che quando venne Berlinguer all’ex Autodromo c’erano cinquecentomila persone, ma mi balla un occhio perchè so che in politica i numeri li danno con l’elastico». E sui conti del concerto: «Non abbiamo mai capito se il Comune ci ha guadagnato o ci ha rimesso».

La stoccata al sindaco. Arriva puntuale, e Sandrone ne approfitta chiudendo proprio la sua digressione su Vasco Rossi: «Giancarlo stai in campana perchè non sarà il concerto di Vasco Rossi che farà dire ai modenesi se sei stato un sindaco togo oppure no».

Africa. Uno dei passaggi più divertenti ha riguardato il meteo: «I meteorologi dicono che l’Italia diventerà calda come l’Africa e in Africa verrà quel bel fresco che avevamo in Italia. Vorrà dire che noi italiani andremo a stare tutti là, visto che gli africani li abbiamo già tutti sistemati tra viale Gramsci e la stazione dei treni».

Ex Amcm. È il primo progetto cittadino citato da Sandrone: «Dopo tante promesse pare che finiranno i lavori del nuovo Parco della Creatività». E dopo un po’ di incertezza con ciò che verrà effettivamente fatto in questi spazi, Sandrone chiude: «Tutte belle cose, l’importante è che una volta fatte, non facciano la fine del Mata».

Manifattura Tabacchi. La Pulonia è chiara: «Prima del Mata si lavorava per fare del fumo, dopo col mata in fumo ci sono andati tutti i soldi che hanno speso per farlo».

Chioschi. «Non riusciamo a farla finita con questa storia. Siamo arrivati al punto che ci facciamo ridere dietro da tutti. Dopo tre anni abbiamo ancora quel “belvedere” nel nostro parco».

Crisi del Pd. Sandrone ci arriva partendo dall’aiuto ai senza fissa dimora: «Ascolta Pulonia, la casa faremo fatica darla a tutti, anche se i nostri amministratori stanno studiando una soluzione, ma per mangiare non c’è neanche un problema: hanno pensato di dar loro i maccheroni rimasti dall’ultima Festa dell’Unità».

I negazionisti. Sandrone e la Pulonia salva un po’ gli amministratori: «Tutti vogliono dire la loro. C’è Italia Nostra, Italia Vostra, la Soprintendenza, la Sottintendenza e tutti quegli altri che gli vanno dietro. Bisogna fare come hanno fatto a Castelnuovo: dopo tante discussioni su dove mettere il suino miracoloso, i castelnovesi si sono alzati un giorno con la statua del porco davanti alla chiesa». «Ci vuole decisione - dice Sandrone - altro che balle».

La statua di Pavarotti. «Secondo me non c’era bisogno di un gran studio per capire che voleva messa vicina al teatro che ha già il suo nome».

Un affondo anche sul ricordo del tenore in occasione del decennale: «A me piaceva molto di più quando i modenesi si trovavano qui, in piazza Grande, e non a Verona dentro l’Arena».

Per gli amministratori. «Modena bisogna tenerla pulita, trovare una soluzione, sistemare le strade e ai turisti fare finire il ciclo fisiologico: insomma bisogna che facciano i cessi. Il diurno di piazza Mazzini lo fanno o parlano solo?» E così anche su piazza Matteotti e Sant’Agostino.

Pulonia sexy. Su Vasco Rossi: «Che emozione quando ha cantato “Fammi vedere”. Sono stata lì lì per lanciargli il reggiseno, ma cosa volete, un po’ perchè non ho trovato nessuno che mi prendesse in spalla, un po’ per il confronto, mi sono trattenuta».

Vaccinazioni. Breve ma intenso, dice Sandrone: «A proposito di figli, Pulonia con Sgorghiguelo siamo in regola con le vaccinazioni?».

Sicurezza. «Modenesi sono già venuti a rubare a casa vostra? Preparatevi perchè presto vi toccherà. Se non riescono a fare leggi per castigare i delinquenti, almeno che ne facciano una giusta per tutelare i galantuomini».

Modena Calcio. Parola a Sgorghiguelo: «Il Modena è morto». Pulonia: «Una vergogna». E il figlio: «Se il Modena è fallito più di qualcuno avrà delle colpe, e non sono pochi, chi vuole capire capisca».

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