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Identificato il branco: sono tutti 16enni

di Valeria Cammarota
Identificato il branco: sono tutti 16enni

Sono nove studenti carpigiani i colpevoli del pestaggio di un coetaneo. Decisivo per le indagini il video finito su Instagram

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Sono stati identificati tutti nel giro di cinque ore, i nove giovani colpevoli di aver picchiato un loro coetaneo domenica pomeriggio, intorno alle 17, nella centrale via Curzio Arletti.

Si tratta di ragazzi di 16 anni, italiani e residenti a Carpi, e che frequentano le scuole superiori della città. Poco più grande l’autore del filmato che ha ripreso la scena da una finestra: un ventenne originario della provincia di Avellino e residente a Carpi.

Sono stati i carabinieri a risalire alle diverse identità, dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di Angela Righi, amministratrice della pagina Facebook “Sei di Carpi se...” che, lunedì, si è trovata sotto gli occhi le pesanti immagini. Le forze dell’ordine, ancora al lavoro per approfondire le dinamiche di quanto accaduto, hanno ricostruito anche gli attimi precedenti il pestaggio. Emerge così che, domenica 4 febbraio, i dieci ragazzi si sono trovati in un bar di piazza Garibaldi poco dopo l’ora di pranzo, hanno trascorso un po’ di tempo tra chiacchiere e Fantacalcio, dopodiché sono andati nella vicina via Curzio Arletti. Qui, uno di loro è stato preso di mira dagli altri nove, che lo hanno picchiato con calci e pugni. Le immagini sono state girate da un ventenne che si trovava poco lontano, a casa di un amico e che, attirato dalle urla che sentiva provenire dalla strada, si è affacciato alla finestra. Il resto, è noto: il giovane campano ha filmato la scena e l’ha poi pubblicata sul proprio profilo Instagram, alla portata di tutti, senza scrivere alcun commento al riguardo. Il video è poi arrivato anche alla portata dei carabinieri che lo hanno identificato tramite la sua pagina.

«Analizzando i profili di chi aveva visualizzato il video, siamo infine risaliti anche alla vittima - spiega il capitano Alessandro Iacovelli - Dopodiché, li abbiamo raggiunti tutti».

Di fronte ai carabinieri, gli autori del pestaggio hanno mostrato soprattutto stupore per la risonanza mediatica che ha avuto il loro gesto: ora, dovranno rispondere del reato di violenza privata e percosse. Nulla a carico dell’autore del video, invece: non è illegale riprendere immagini sulla pubblica via e diramarle tramite social network. L’episodio ha suscitato enorme clamore tra i cittadini, preoccupati dal ripetersi sempre più frequente di casi come questo, soprattutto nell’ultimo anno.

«Non penso che la situazione sia peggiorata negli ultimi dodici mesi - ha commentato il capitano Iacovelli - Credo, invece, che oltre a un tam tam sempre più forte riguardo casi simili, ci sia maggiore dedizione nel trattarli. Dare una risposta in tempi brevi serve anche a dissuadere chi intenda compiere atti di bullismo».

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