Picchetto alla Castelfrigo la tensione sale ancora
Castelnuovo. Terzo giorno di blocco dei camion. La polizia per ora non interviene Legacoop: «Colloqui per assorbire alcuni dei lavoratori coinvolti nella vertenza»
CASTELNUOVO. Anche il terzo giorno di picchetto davanti ai cancelli della Castelfrigo da parte degli ex soci lavoratori delle cooperative appaltatrici si è concluso senza alcun problema di ordine pubblico.
Il clima, tuttavia, è stato molto altalenante durante tutta la giornata soprattutto in relazione alla presenza delle forze dell’ordine a breve distanza. Il blocco dei cancelli, portato avanti anche durante le ore notturne, ha visto una folta partecipazione da parte dei lavoratori e di numerosi delegati della Cgil a partire dalle cinque del mattino.
Verso le otto, tuttavia, alcuni degli autisti dei camion a cui è stato vietato l’accesso o l’uscita dall’azienda, si sono confrontati con alcuni sindacalisti e alcuni lavoratori presenti ai cancelli.
«Non possiamo entrare nello specifico della vertenza - hanno detto -. Noi dobbiamo lavorare e adesso siamo in forte difficoltà, pur capendo la vostra situazione».
Alcuni dei lavoratori in sciopero, inoltre, hanno deciso di lanciare un guanto di sfida ai lavoratori diretti della Castelfrigo, i quali hanno fortemente criticato le azioni degli ex colleghi.
«Loro ci criticano? Allora che portino le loro buste paga e le confrontiamo davanti ad un Ispettore del Lavoro. Il tempo delle menzogne è finito». Dopo poche ore, intorno alle dieci, sono arrivate in via Allende tre camionette della celere che si sono posizionate poco distanti dai cancelli di accesso dell’azienda.
Tre auto della Polizia e una dei Carabinieri si sono inoltre alternate nel piazzale durante tutta la giornata. All’arrivo degli agenti del reparto mobile l’allerta da parte di coloro che stavano effettuando i picchetti si è notevolmente alzata e proprio per queste ragioni il piazzale, in circa mezz’ora, ha visto l’arrivo di quasi 130 persone che si sono distribuite davanti ai tre cancelli della Castelfrigo per affiancare i lavoratori nel blocco dei camion in entrata e in uscita.
Gli agenti della celere, tuttavia, si sono trattenuti in via Allende solamente per un paio di ore, andando via poco dopo mezzogiorno.
Nel pomeriggio, invece, la Legacoop Estense ha fatto sapere di aver avviato i colloqui per assorbire alcuni dei lavoratori coinvolti nella vertenza, e che non hanno trovato lavoro, presso le cooperative aderenti alla propria organizzazione e appartenenti al settore della logistica e facchinaggio.
«Non si tratta- ha specificato Legacoop Estense- di un subentro nell’appalto in questione, bensì dell’eventuale inserimento di queste persone in commesse già acquisite o in corso di acquisizione. I lavoratori saranno scelti esclusivamente in base alla presenza delle competenze professionali necessarie per svolgere le mansioni individuate».
Rimarcata inoltre, ancora una volta, l’importanza e la necessità «di porre fine al fenomeno delle cooperative spurie, solo in minima parte soddisfatta dalle norme inserite nella Manovra di bilancio» unita ad un appello per l’approvazione di una legge ad hoc.
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