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Addio al giornalista e uomo di cultura Roberto Armenia: aveva 80 anni

di Michele Fuoco
Addio al giornalista e uomo di cultura Roberto Armenia: aveva 80 anni

Era anche collaboratore della Gazzetta. E' deceduto nella notte tra il 9 e il 10 febbraio. Lunedì, 12 febbraio, i funerali nella chiesa di San Vincenzo a Saliceto Panaro

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MODENA. Una vita immersa nella cultura. Una cultura viva da trasmettere agli altri. Così Roberto Armenia ha concepito la sua esistenza, a cui un male incurabile ha posto fine, a 80 anni, nella notte scorsa al Policlinico. Il giornalista (collaboratore anche della Gazzetta di Modena) e operatore culturale lascia la moglie Maddalena e i figli Francesca e Andrea. I funerali si  svolgeranno lunedì 12 febbraio alle 11 nella chiesa di S. Vincenzo di Saliceto Panaro, nel cui cimitero la salma sarà tumolata.

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La sua vera vocazione è stata il libro. Fiore all'occhiello è il "Festival del Libro economico", di cui Armenia è nel 1962, ideatore e organizzatore, con la partecipazione di 17 editori più importanti in Italia. Di questo periodo è l'assunzione presso la casa editrice Adelphi, come capo ufficio stampa e Ufficio Studi, per poi passare, dal 1964, alla Mondadori, a Milano e Roma, con vari incarichi: dall'ufficio stampa alla direzione vendite. Nel 1979 è direttore generale dell'Italturist, prima a Roma e poi a Milano. Con il rientro a Modena, nel 1988, diventa direttore tecnico e contitolare della "Saoviaggi" e della galleria d'arte "Terzocchio"; dal 1992, è all'ufficio stampa per le edizioni Franco Cosimo Panini. Per quattro anni, dal 2002, è presidente dell'"Emiltur Blu". Ricordiamo la collaborazione con l'Ufficio stampa regionale "Cooperative italiane" e consulente della Fondazione Rocca di Vignola". Ad Armenia si deve il "Premio giornalistico-letterario Città di Modena": otto edizioni e 84 celebri personaggi, tra cui Gorbaciov, Bobbio, Luzi, Garin, Spadolini, Andreotti... Intenso e forte l'entusiasmo per il suo lavoro sostenuto da una rigorosa documentazione, una miniera di dati minuziosi. Inesauribile fonte di informazioni, Roberto era diventato il riferimento obbligato per mettersi in contatto con i personaggi più famosi. Una vita sensibile alle vicende culturali di oltre mezzo secolo, condotta con una laboriosità di partecipazione etica ed affettiva.

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