Gazzetta di Modena

Modena

Addio ad Armenia l’uomo dei libri e dei grandi incontri

di Michele Fuoco

Si è spento a 80 anni il giornalista e creatore di eventi I funerali domani alle 11 nella chiesa di Saliceto Panaro  

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Una vita immersa nella cultura. Una cultura viva da trasmettere agli altri. Così Roberto Armenia ha concepito la sua esistenza, a cui un male incurabile ha posto fine, a 80 anni, la notte scorsa al Policlinico. Il giornalista (collaboratore anche della Gazzetta di Modena) e operatore culturale lascia la moglie Maddalena e i figli Francesca e Andrea. I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa di San Vincenzo di Saliceto Panaro, nel cui cimitero la salma sarà tumulata.

Intensa la sua attività svolta con tensione conoscitiva. Una missione, nella consapevolezza di portare il sapere suo e degli altri in luoghi diversi. Un vero sognatore, rispettoso e innamorato dei libri. Oltre 6 mila gli “incontri con l'autore”, tenuti in molte città italiane, in particolare nel modenese: al Club La Meridiana di Casinalbo (506), in librerie, all’Accademia di Scienze Lettere e Arti, al Centro Studi Muratori di Modena, al Teatro Carani di Sassuolo e quello di Fiorano... L’elenco degli autori è lungo e i personaggi di spicco sono tantissimi. Tra scrittori, saggisti, giornalisti, filosofi, politici, magistrati figurano Pasolini, Moravia, Luzi, Bevilacqua, Zavattini, Dacia Maraini, Ammanniti, Piero Chiara, Manfredi, Pederiali, Saviano, Chiara Gamberale, Casati Modigliani, Rita Levi Montalcini, Zichichi, Margherita Hack, Norberto Bobbio, Crepet, Andreoli, Paolucci, Sgarbi, Daverio, Andreotti, Prodi, Veltroni, Ayala, Gassman, il cardinale Tonini, Carmelo Bene e persino Eduardo De Filippo. Tanti giornalisti: Arrigo Levi, Guglielmo e Vittorio Zucconi, Mieli, Mentana, Barbolini, Gervaso, Goldoni, Feltri, Magdi Allam, Cazzullo, Stella, Rizzo. E non potevano mancare Enzo Biagi, Montanelli, Vittorio Messori e Sergio Zavoli con i quali Armenia aveva coltivato amicizia già negli anni Settanta, quando lavorava a Milano con Rizzoli-Corriere della Sera. E stretti i rapporti amicali pure con Piero e Alberto Angela.

Le presentazioni non erano mai superficiali, perché Roberto i libri li leggeva dalla prima all'ultima pagina. E li amava follemente, tanto da collezionarne oltre 13 mila, di cui 5470 con dedica dei vari autori.

Una passione quasi carnale che gli faceva evidenziare, con Baudelaire, che “occorre utilizzare i libri per capire la vita e la vita per capire i libri”. Forte in lui il senso alto e molteplice della cultura, con interessi anche per l’arte contemporanea, di cui era collezionista. Un’attenzione particolare per la creatività che lo porta, dal 1962 al 1984, per volontà del sindaco Rubes Triva, a presidente della “Cooperativa per la diffusione dell'Opera artistica” con 400 soci, tra cui i maggiori giornalisti e scrittori, nonché attori come Dario Fo e Franca Rame, Gassman.

La sua vera vocazione resta il libro, di cui si nutrono le differenti esperienze. Fiore all'occhiello è il “Festival del Libro economico”, di cui Armenia è nel 1962, ideatore e organizzatore, con la partecipazione di 17 editori più importanti in Italia. Di questo periodo è l'assunzione presso la casa editrice Adelphi, come capo ufficio stampa e Ufficio Studi, per poi passare, dal 1964, alla Mondadori, a Milano e Roma, con vari incarichi: dall'ufficio stampa alla direzione vendite. Nel 1979 è direttore generale dell'Italturist, prima a Roma e poi a Milano. Con il rientro a Modena, nel 1988, diventa direttore tecnico e contitolare della “Saoviaggi” e della galleria d'arte “Terzocchio”; dal 1992, è all'ufficio stampa per le edizioni Franco Cosimo Panini. Per quattro anni, dal 2002, è presidente di “Emiltur Blu”. Ricordiamo la collaborazione con l'Ufficio stampa regionale “Cooperative italiane” e consulente della Fondazione Rocca di Vignola. Ad Armenia si deve il “Premio giornalistico-letterario Città di Modena”: otto edizioni e 84 celebri personaggi, tra cui Gorbaciov, Bobbio, Luzi, Garin, Spadolini, Andreotti... Intenso e forte l'entusiasmo per il suo lavoro sostenuto da una rigorosa documentazione, una miniera di dati minuziosi. Inesauribile fonte di informazioni, Roberto era diventato il riferimento obbligato per mettersi in contatto con i personaggi più famosi. Una vita sensibile alle vicende culturali di oltre mezzo secolo, condotta con una laboriosità di partecipazione etica ed affettiva.



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