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l’oncologo al convegno di soliera 

«Amianto pericoloso anche nell’ acqua»

di Valeria Cammarota
«Amianto pericoloso anche nell’ acqua»

SOLIERA. Bere, mangiare, fare la doccia, lavare i pavimenti: tutte azioni comuni e quotidiane che sul lungo periodo possono rivelarsi a rischio. Il perché è stato spiegato nei dettagli al convegno...

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SOLIERA. Bere, mangiare, fare la doccia, lavare i pavimenti: tutte azioni comuni e quotidiane che sul lungo periodo possono rivelarsi a rischio. Il perché è stato spiegato nei dettagli al convegno organizzato da Ona (Osservatorio Nazionale sull’amianto) ieri al Cinema Italia. L’incontro ha gettato nuova luce sulle conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto, grazie agli interventi dei tre relatori: il coordinatore per Carpi, Andrea Rossi; il dottor Michele Rucco, segretario generale Ona nazionale, e Giovanni Brandi, professore all’Università di Bologna e oncologo al Sant’Orsola. Un convegno organizzato a seguito delle recenti segnalazioni sulla presenza di amianto presso la scuola d’infanzia Bixio e dei risultati dei campionamenti dell’acqua di Soliera. Le analisi sono state eseguite nel laboratorio Arpae di Reggio, che ha rilevato la presenza di 1272 ff per litro. Un valore inferiore a quello dell’acqua di Carpi, ma che non per questo tranquillizza.

Esauriente il dottor Rucco nel dissipare qualsiasi dubbio in merito al fatto che l’amianto procura il cancro se lo si respira, ma è altrettanto pericoloso ingerirlo: «Sull’argomento vi è un'attenzione scarsa, oltre che sottovalutata. Pensiamo alla pioggia: stacca fibrille di amianto sui tetti che, reimmesse nel ciclo vitale dell’acqua, danno origine a un ciclo mortale. Anche l’acqua è un problema: quando la nebulizziamo per fare la doccia possiamo ingerirne fibre; usare asciugamani lavati con acqua contaminata o indossando indumenti che crediamo puliti potrebbe rivelarsi nocivo. Non c'è una soglia minima di attenzione: occorre assolutamente evitare l'esposizione agli agenti tossici».

La relazione di Brandi era intitolata “Amianto: altre neoplasie oltre il mesotelioma”. L’ha presentata anche di recente a Bologna. Non è solo il mesotelioma a colpire la salute di chi venga in contatto protratto con l’amianto. Anche tumori di laringe, ovaio, faringe, stomaco, colon retto. «Abbiamo pochi dati - ha spiegato - serve una valutazione ancor più precisa. Per questo sarebbe necessario incrociare i dati del registro tumori con la quantità di amianto nelle reti idriche. Questo si può fare».

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