I 70 licenziamenti finiscono in tribunale
Castelnuovo. Il caso della vertenza Castelfrigo sarà discusso davanti ad un giudice del lavoro
CASTELNUOVO. Il licenziamento di 70 dei 127 ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo arriverà in tribunale. Saranno gli avvocati Claudia Candeloro, Daniele Trecca e Marco Zaia a seguire i lavoratori nel lungo iter legale che si baserà su tre punti. Innanzitutto verrà chiesta “l’imputazione del rapporto di lavoro in capo alla committente Castelfrigo e l’immediata reintegra al servizio”. In secondo luogo si procederà con la richiesta dell’applicazione del contratto nazionale dell’Industria Alimentare: come noto, infatti, nonostante i lavoratori fossero degli addetti alla lavorazione delle carni, erano inquadrati come facchini percependo non solo uno stipendio inferiore di almeno il 40% ma vedendo pagate le proprie ore di straordinario sotto forma di rimborso spese e trasferta Italia. Raccolte le denunce dei lavoratori, i tre avvocati si dicono ora pronti a deporre il primo ricorso presso la sezione Lavoro del Tribunale di Modena. Questo percorso si coordina con quello messo in atto dalla Cgil la quale sta procedendo nei confronti di tre attori principali della vertenza, con un ricorso contro la Cisl per l’accordo sottoscritto il 27 dicembre e che ha visto l’assunzione, tramite un’agenzia per il lavoro, dei 52 lavoratori che non hanno preso parte allo sciopero, un ricorso contro la Castelfrigo per atteggiamento antisindacale e una querela nei confronti di Domenico Melone, vicepresidente del Consorzio Job Service a cui appartengono le due ex coop appaltatrici dell’azienda, il quale in un’intervista su Report parlò di “bustarelle” date ad alcuni sindacalisti. Questi due percorsi legali, tuttavia, richiederanno delle tempistiche lunghe, dai due ai cinque anni, e va di pari passo con la necessità, quest’ultima invece urgente, di ricollocare tutti i lavoratori licenziati, così come ricordato da Giulia Guida, segretaria nazionale della Filt Cgil e da Giulia Grandi, segretaria della Filt regionale, le quali hanno definito la Legacoop Estense come «apripista e capo fila per intervenire e ricercare tra le coop di logistica a lei associate, buona occupazione per i licenziati delle coop spurie di Castelfrigo».
Sara Donatelli
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