Denuncia da Modena: «Luciana scomparsa alle Canarie: mistero»
Parla Fabiano Seminara, l’ultimo ad aver visto la 47enne. L’ipotesi omicidio. «Il testamento per me? Non ha valore»
MODENA. Ufficialmente è scomparsa. Si sospetta un suicidio, ma la polizia spagnola e il procuratore dell’isola di Gran Canaria stanno anche indagando su altre ipotesi: la più lieve un allontanamento volontario, una fuga insomma; l’altra, pesante come un macigno, per omicidio. Resta poi l’ipotesi avanzata dal suo amico modenese, l’ultimo ad averla vista: un sequestro di persona con segregazione da parte di qualcuno del posto che le vuole male. Del caso di Luciana Bianchi, 47 anni, si è occupato il programma di Rai3 “Chi l’ha visto?” ma ora ci torna sopra proprio l’amico modenese, Fabiano Seminara. «Intervengo pubblicamente, perché voglio che continuino le indagini per scoprire cosa è successo a Luciana», ripete mentre racconta la sua ricostruzione di questo mistero.
Fabiano e Luciana si conoscevano da anni. Luciana abitava a Sant’Erminio di Perugia. Dopo problemi di lavoro, Luciana decide di andare a vivere lontano dall’Italia e rifarsi una vita.
Ma, aggiunge Fabiano, è depressa. «Voleva aprire un negozio di bigiotteria di lusso – racconta l’amico modenese, tecnico telefonico e membro della nostra Protezione Civile – avevamo parlato alcune volte di andare in Costarica, il Paese che si sembrava migliore per ricominciare, ma poi la scelta è caduta sulla Gran Canaria. Doveva essere una tappa per permetterle di imparare lo spagnolo. Così è andata a Telde e un anno fa si è stabilita lì con i suoi gatti in un bed&breakfast».
Fabiano racconta che col tempo le cose hanno preso una piega sinistra. «Con la proprietaria e il marito le cose non andavano bene. Fabiana aveva pochi soldi perché non aveva un garante in loco e quindi non riusciva ad affittare un appartamento per sé. D’altra parte restava lì e pagava come poteva e in cambio faceva lavori per la padrona».
In dicembre Fabiano la raggiunge. Trova una camera a 40 chilometri da Telde e si vedono frequentemente. Lei gli confida le sue pene e il suo disagio ormai profondo, si sente sfinita. «Le ho trovato un lavoretto ma prendeva poco. A quel punto mi ha manifestato l’intenzione di suicidarsi”, racconta. La mattina del 2 gennaio arriva per prenderla ma in camera non c’è più. “C’erano solo i gatti, la sua borsa e il cellulare. Si era allontanata, ma verso dove?» Fabiano riferisce alla polizia i suoi sospetti sull’amica sparita. La polizia spiega che per dichiarare la scomparsa di una persona e quindi avviare le indagini in Spagna bisogna aspettare 24 ore. Ma l’agente lo vede turbato e quindi si accodano: se non torna entro sera, si possono avviare indagini immediatamente. Fabiano torna alla stanza dell’amica e qui, come riferisce, avviene una scoperta.
«Quando sono rientrato ho notato subito la presenza di oggetti che prima non c’erano. Non me li ricordavo proprio. Un mazzo di chiavi, e due fogli. Una lettera nella quale spiegava che voleva farla finita. E un testamento olografo col quale mi nominava erede universale e mi lasciava tutti i suoi beni».
Quali beni? «Poco o niente, perché non possedeva più niente. E poi in Italia quel testamento non ha valore. Mi affidava anche i gatti, chiedendomi di riportarli a Perugia, cosa che ho fatto». Se Fabiano ripete che il testamento di Luciana in suo favore non ha alcun valore né legale né pratico, la polizia spagnola parrebbe invece averlo preso in considerazione. A “Chi l’ha visto?” Fabiano aveva messo a nudo i suoi sospetti: che la polizia spagnola consideri il caso chiuso e non indaghi. Ma poi dal suo racconto emerge un altro sospetto: «È possibile che indaghi su altre piste. L’allontanamento, ad esempio, o anche un delitto». Un delitto come un omicidio con occultamento del cadavere.
«Mi hanno interrogato. Mi hanno chiesto tutto di quell’ultimo giorno in cui l’ho vista; del 2 gennaio quando è scomparsa; di ogni dettaglio nella camera; anche del testamento. Purtroppo, ho l’impressione netta che non abbiano mai fatto ricerche. Lo dico perché, sotto la Protezione Civile, le ho fatte più volte».
Stanno indagando anche su Fabiano? «Non lo so. Forse», dice. Fatto sta che una volta rientrato e riconsegnati i gatti, ha trovato la famiglia di Luciana molto fredda con lui. «Ho restituito un piccolo oggetto e sono tornato a Modena con la volontà di continuare a impegnarmi per lei». Fabiano chiede che le indagini siano intensificate. Senza trascurare l’ipotesi di una sorta di rapimento: «Potrebbero averla segregata. Un sospetto ce l’ho, ma non ho prove», conclude.
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