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«Maestre ingenerose Assolte tutte le richieste»

«Maestre ingenerose Assolte tutte le richieste»

Serramazzoni. Il Comune replica alle docenti sull’assenza di confort nei moduli Forni: «Ci impegnamo». Gianaroli: «Ecco i soldi». Il preside: «Lettera autonoma»

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SERRAMAZZONI. Ha colto di sorpresa la lettera in cui le maestre della primaria Casolari hanno evidenziato malessere per la permanenza lunga (non fino a gennaio ma a giugno) nei moduli abitativi istallati in attesa del cantiere “2.0” che, oltre a ripristinare l’agibilità della scuola, getterà le basi per l’adeguamento sismico.

«Siamo rimasti colpiti - sottolinea il consigliere alla Scuola Paola Forni - perché le occasioni d’incontro con le maestre non sono certo mancate. Abbiamo cercato di assecondare, ove possibile, tutte le richieste per permettere loro di lavorare in serenità, trasmettendola a bimbi e alle famiglie. Capiamo che non si possa parlare di “confort” in una sistemazione tra due strutture a 100 metri, ma abbiamo cercato di dotare l’area nel migliore dei modi».

A livello logistico, la Forni ricorda che tutto lo spazio ricreativo esterno è interdetto al traffico, che c’è un ascensore sempre in funzione per collegare il pedonale della scuola d’infanzia (che ospita alcune classi) con i moduli (dove ci sono le altre), e che le scale di fianco sono tenute in ordine da un volontario. I bimbi possono andare anche nel giardino della scuola d’infanzia in accordo con le sezioni, «che dormono il pomeriggio e non durante la ricreazione» specifica, rispetto alle critiche sulla necessità di non disturbare.

«Abbiamo noleggiato lavagne Lim su carrelli - aggiunge - e ogni volta che le insegnanti segnalano la mancanza di materiale didattico, i nostri operai vanno a prenderlo nella Casolari. Non voglio dire che i disagi non ci siano, ma se guardiamo all’obiettivo finale, scuole sicure sia dal punto di vista statico che sismico, penso che ne possa valere la pena».

«Nel prossimo Consiglio comunale andremo a ufficializzare la copertura finanziaria di un piano scuole triennale - aggiunge il vicesindaco Simone Gianaroli - Nel 2018 intanto si lavorerà sulle Casolari, le Cavani e la sistemazione sotto al palazzetto, nel 2019 sull’adeguamento sismico delle Casolari e sul primo stralcio dell’asilo. C’è la copertura di tutto, ma i parametri di bilancio di Serra non permettono di andare oltre per fare scuole nuove. Abbiamo ereditato un debito di 12 milioni legato in gran parte a opere decontestualizzate dal territorio (i garage di piazza Zamenhof, il palazzetto dello sport, lo stadio...), l’abbiamo ridotto a 9 ma è ancora alto. Il treno delle scuole nuove è passato nel 2002, ma chi ha vinto quelle elezioni lo ha fatto annullando il progetto. Noi agiamo col principio del buon padre di famiglia che non si può permettere la casa nuova ma recupera la vecchia, sapendo che per la Regione un adeguamento sismico è equiparabile a un nuovo edificio. Le critiche delle maestre ci sembrano ingenerose».

Su questo punto il preside Marcello Miselli precisa «che si è trattato di una loro iniziativa autonoma, non condivisa né in Collegio docenti né in Consiglio d’istituto: rientra nell'opinione personale. I disagi sono inevitabili, ma credo che la cosa fondamentale sia avere un piano che nell’arco di 5 anni finalmente risolva il problema scuole a Serra».

Daniele Montanari

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