Gazzetta di Modena

Modena

Modenantiquaria, un lungo viaggio nelle antichità

di Michele Fuoco
Modenantiquaria, un lungo viaggio nelle antichità

Largo spazio ai capolavori della pittura dal Guercino a Carracci. In mostra mobili e tappeti orientali

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MODENA. Sguardi di ammirazione per il grande quadro della prima metà del '600, dal titolo “La legge di Zaleuco”, nello Spazio Big Ciaccio Arte a Modena Antiquaria.

Cruenta la scena, ambientata in Magna Grecia, dell'accecamento, come applicazione della sentenza di legge ad un adultero. Un'opera di forza caravaggesca, in fase di studio, di un importante maestro pure questo come le altre nei capannoni della Fiera alla Bruciata.

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Le è accanto una Maserati by Fantuzzi. Di fronte, mostra di 14 tappeti, di qualità museale, delle dinastie d'Oriente proposta dalla Galleria Moshe Tabibnia. Esemplari rarissimi di epoca mamelucca, ottomana, safavide e Moghul. Il visitatore ha subito la sensazione di un viaggio di piacere tra le 100 gallerie, anche straniere, cui si aggiunge la sezione Excelsior (senza dimentare che un altro padiglione è dedicato a “Petra, con l'antico per parchi, giardini e ristrutturazioni”, regno della pittura dell'800 e 900 presentata da 18 galleristi.

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A misurare la temperatura della rassegna è lo spazio dell'Associazione Antiquari d'Italia, dove si trovano, tra l'altro, “Il muratore” del Todeschini e l'Allegoria dell'amore del Cavalier D'Arpino proposto da Enrico Frascione di Firenze; “Il mangiatore di fagioli” di Bonzi (detto il Gobbo dei Carracci), scelto da Carlo Orsi. Inoltre “Santo vescovo” di Nicolò di Segna (Moretti Fine Art di Londra), “Il bacio”, marmo scolpito, di Bottinelli (Galleria Daniela Balzaretti di Milano), “Natività”, terracotta di Filippo Scandellari (Bacarelli Antiquità di Firenze). Da notare che, in questa 32esima edizione, dominano i dipinti, come da Cantore Antiquaria. dove spiccano “Cristo e la Samaritana al pozzo” di Giovanni Lanfranco (’600), olio su rame, “La Flagellazione di Cristo” di Ludovico Carracci e "Madonna con Bambino" del sassolese Giacomo Cavedoni.

«La dimensione della rassegna - afferma Pietro Cantore - è ormai internazionale. Nuovi importanti antiquari si sono prenotati per la prossima edizione».

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Ancora quadri importanti: da Maurizio Nobile di Bologna "Il ritorno del figliol prodigo" di Pietro Faccini (’500); da Robilant oena di Milano “Sacra famiglia” di Lorenzo Garbieri e “Giosuè che ferma il sole” di Carlo Bonomi (metà ’600); da Galleria Lampronti di Londra “Studio di testa maschile” di A. Carracci.

Punta su capolavori del ’600 emiliano Ossimoro, Spilamberto, con "S. Giovanni Battista" di Elisabetta Sirani, "Maddalena in meditazione" di Lorenzo Pasinelli, "Mosé" attribuito al Guercino. Ci si può meravigliare davanti ad un trumeau, in legno intagliato XVIII sec. con orologio datato e firmato Mauro Sabbatini di Modena, 1766, impreziosito da tre sculture in cartapesta.

Lo espone, con un tavolo intarsiato di Rolo e una collezione di piatti di manifattura Dallari (1700), una coppia di sedie del Palazzo Ducale di Modena, un paliotto in scagliola, il dipinto S. Emidio" di U.Gandolfi, Giusti Antichità di Formigine. Pezzi eccezionali anche nelle altre gallerie modenesi: Antichità Passioni e Segreti di Maranello, Camellini di Sassuolo, Bulgarelli Fausto di Carpi, Antichità via Ganaceto, Bertacchi Orfeo di Modena.


 

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