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«Non diteci sempre “la politica fa schifo”: così non cresceremo»

di Martina Stocco
«Non diteci sempre “la politica fa schifo”: così non cresceremo»

Lisa Gurrisi frequenta il quarto anno all’istituto Selmi: «Mi sento bene nella natura e vorrei viaggiare tanto»

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MODENA. «Libertà e responsabilità: ecco cosa significa avere diciotto anni». Sono le parole pronunciate da Lisa Gurrisi, neomaggiorenne di Campogalliano. Di recente abbiamo conosciuto la giovane e le abbiamo chiesto cosa significa avere diciotto anni nel 2018.

La studentessa, che frequenta il quarto anno del liceo linguistico Selmi, ha spento diciotto candeline qualche settimana fa.

Quali sono i primi obiettivi all’ingresso nell’età adulta?

«Prendere la patente - risponde entusiasta Lisa - e andare a votare».

Eh sì, andare a votare, perché a differenza di quello che spesso si sente dire sui giovani, cioè che sono distanti dalla politica, per Lisa non è così. «Ho compiuto da poco diciotto anni - racconta con spensieratezza la ragazza - e mi sento grande, più indipendente, rispetto a prima, dai miei genitori. È bello avere diciotto anni al giorno d’oggi: noi giovani abbiamo tante possibilità. Presto andrò ad iscrivermi a scuola guida e d’ora in poi potrò votare. La politica per me è sempre stata importante: esprimere il voto mi dà un forte senso di responsabilità e mi fa sentire libera, libera di decidere. Cerco spesso di avere informazioni riguardanti quest'ambito, ma è difficile trovare risposte e orientarsi. È quasi un tabù per noi ragazzi parlare di politica con gli adulti: non fanno altro che ripetere che la maggior parte dei nostri politici è corrotta, che la politica italiana non è seria, ma questo atteggiamento non è positivo per nessuno. Il risultato è che molti coetanei si accontentano di queste risposte e si allontanano dalla politica, già scoraggiati in partenza. Io cerco comunque di andare a fondo nelle questioni per saperne il più possibile».

Come sono le tue giornate?

«Al mattino la sveglia suona presto e corro a prendere la corriera che mi porta a scuola. Dopo cinque, sei ore di lezione, mi fermo a pranzo dai nonni e il pomeriggio lo passo sui libri. Alla sera rientro a casa, da mamma o da papà, ma prima vado in palestra per scaricare un po' di energie e la tensione accumulata durante la giornata».

Cosa ti piace fare?

«Ho tante passioni: una di queste è scrivere, in prosa o in poesia. Scrivere mi permette di giocare con la fantasia. Inoltre, adoro leggere e viaggiare. Una cosa che trovo interessante del viaggio è la possibilità di riscoprire me stessa, di conoscermi nelle difficoltà che si possono incontrare quando si è lontani da casa e attraverso le esperienze che si fanno in viaggio».

Cos’altro?

«Mi sento bene quando sono a contatto con la natura, mi ci rispecchio molto e ritrovo la mia essenza. Sarà perché sono cresciuta in campagna, con tanti animali domestici intorno… Il traffico della città, invece, mi rende irrequieta».

Tra un anno ci sarà un altro importante traguardo: la maturità. Poi, cosa pensi di fare?

«Mi piacerebbe fare il cosiddetto anno sabbatico: vorrei viaggiare, vedere uno o più Paesi, toccare i diversi continenti e lavorare un po' dove capita. Allo stesso tempo, però, sono molto legata all’Italia e non escludo la possibilità di iscrivermi all’università, magari proprio alla facoltà di Scienze Politiche a Bologna. Sinceramente non ho ancora le idee chiare e poi mio padre non è molto contento della mia idea sull’anno sabbatico in giro per il mondo».

Una giovane oggi ha paure o preoccupazioni?

«In generale mi spaventa il futuro. Sento molto la responsabilità delle scelte e decisioni che prendo. E ora che sono maggiorenne ancora di più». Come ti definiresti attraverso tre aggettivi? «Appassionata, creativa e intraprendente».
 

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