Gazzetta di Modena

Modena

«Ambiente e giovani, queste le priorità»

di Luca Gardinale
«Ambiente e giovani, queste le priorità»

Mobilità ecologica e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. «Servizio civile di sei mesi, obbligatorio e retribuito»

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Ricorda che in gioco c’è molto più di un governo di centrosinistra, centrodestra o Cinque stelle, ma piuttosto il futuro del Paese e il suo rapporto con l’Europa. A parlare è l’ex ministro Giulio Santagata, zocchese di nascita e residente a Modena, candidato alla Camera nel collegio uninominale 3, quello di Bologna, per la lista “Insieme”, gli alleati del Pd che hanno unito prodiani, verdi e socialisti per le elezioni del 4 marzo.

Onorevole Santagata, davanti avete una tornata elettorale piuttosto complessa…

«Quelle del 4 marzo non saranno elezioni “normali”: in gioco non c’è solo la guida del Paese, ma la qualità della democrazia e il nostro rapporto con l’Europa. In quest’ottica, mi preoccupa un po’ il fatto che si possa andare al voto ascoltando solo la pancia: per questo, agli elettori di centrosinistra chiedo soprattutto di evitare l’astensione, dando un voto critico nei confronti del Pd, ma che va comunque contro la destra e il M5S».

Centrodestra e Cinque stelle: chi è il vero avversario?

«Sono molto preoccupato quando vedo che la Lega riesce a imporre a Berlusconi una politica che sposta l’asse decisamente a destra, una destra con “venature” di fascismo. Del resto, la Lega, che era nata come partito dai contenuti sociali molto forti, in questi anni si è radicalmente trasformata, arrivando praticamente a chiedere l’isolamento dell’Italia, ricordando cose in voga negli anni ’20. Per quanto riguarda i Cinque stelle, non credo che la sesta o settima economia mondiale si possa governare senza aver fatto un “tirocinio”: io stesso, pur essendo stato al governo, non mi sentirei in grado di fare il primo ministro. Mi chiedo allora se Di Maio, al momento di andare a dormire, non provi una certa ansia al pensiero di dover rappresentare l’Italia al G8…».

Tornando a lei, perché ha accettato la candidatura “complicata” al proporzionale, e non quella più “certa” dell’uninominale?

«Forse la mia scelta è stata un po’ anomala: la coalizione mi aveva offerto il collegio uninominale di Modena, ma ho rinunciato perché non volevo mettere la mia carriera davanti alle esigenze della lista, perché credo che sia giusto lasciare spazio a persone più giovani. Detto questo, credo che dal 5 marzo il centrosinistra dovrà mettersi al lavoro per creare una coalizione che riporti il Pd a fare da pivot, perché gli appuntamenti elettorali saranno tanti altri, dalle amministrative alle regionali».

Quali sono le priorità della lista “Insieme”?

«Le nostre grandi priorità sono la sostenibilità ambientale e quella economica. Nel primo caso il nostro Paese è rimasto colpevolmente indietro: penso all’auto elettrica, che deve essere sostenuta maggiormente dal punto di vista industriale, ma soprattutto con la creazione di un sistema nelle città che favorisca l’utilizzo di questi mezzi, perché altrimenti produrli non serve a nulla. Ma la sostenibilità è anche socio-economica, perché la società polverizzata e piena di diseguaglianze è un freno per la crescita. Oggi nel nostro Paese un ragazzo su tre non studia e non lavora, e magari passa il tempo al bar davanti alle macchinette: la nostra proposta è quella di istituire il servizio civile obbligatorio e retribuito di sei mesi per chi non lavora e non studia. E poi servono maggiori sforzi per le famiglie: la nostra proposta è quella di abolire le esenzioni fiscali che non raggiungono i 500 milioni di valore complessivo, recuperando così i dieci miliardi che servono a triplicare gli assegni familiari».

Tornando alle priorità ambientali, cosa pensa del dibattito sulle nuove case in città?

«Non entro nel merito dei singoli progetti, ma se da una parte capisco che il settore edilizio abbia bisogno di ritrovare respiro, dall’altra credo che le possibilità oggi dovrebbero venire dal settore pubblico e dalla messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente più che dal “nuovo”».

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