Gazzetta di Modena

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Imu, la giungla delle aliquote

Ecco la classifica dei Comuni modenesi sopra i 15mila abitanti: Castelfranco è il più virtuoso 

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Riguardo le tasse comunali sugli immobili, una classifica resa nota dall'Asppi, Associazione piccoli proprietari immobiliari di Modena, pone Castelfranco come il Comune sopra i 15.000 abitanti più virtuoso della provincia di Modena. Seguono Mirandola, Maranello e Finale Emilia, tutti inseriti nella fascia dei Comuni virtuosi per l’associazione. Il presidente provinciale Asppi Francesco Lamandini commenta: «Il Comune di Castelfranco e in parte anche quelli di Mirandola, Maranello e Finale, hanno fatto scelte apprezzabili sull’Imu, cercando un equilibrio tra tassazione comunale sulla casa e addizionale comunale Irpef, che trova la nostra approvazione. Fissare un’Imu media e tenere più alta l’addizionale Irpef è più in linea con il dettato costituzionale della tassazione progressiva sul reddito. Infatti non sempre un immobile genera reddito, soprattutto nel caso di appartamenti in attesa della vendita, o con procedure di sfratto in corso, o in attesa di ristrutturazione, oppure di negozi da affittare in periferia o in semi centro. Il Comune di Modena merita un giudizio più articolato: da una parte ha la pressione Imu-Tasi al massimo per quasi tutte le tipologie di immobili, dall’altra riconosce sconti importanti sugli affitti a canone concordato e su quelli con l’Agenzia casa. Inoltre sull’addizionale comunale Irpef ha fatto una scelta condivisibile introducendo la progressività dal 5 all’8 per mille. Altri Comuni, come Soliera e Carpi, al contrario hanno preferito tenere al minimo l’addizionale comunale Irpef e alzare quasi al massimo l’Imu (nella stessa fascia anche Fiorano e Pavullo). Quindi a Modena, Carpi, Soliera, Fiorano e Pavullo il giudizio presenta luci e ombre. Infine abbiamo Comuni come Vignola, Formigine, Sassuolo e Nonantola dove la pressione fiscale è al massimo in tutte le tipologie. Scelte che non possiamo condividere».

Asppi sottolinea dunque che la pressione fiscale ha ormai superato il livello di sostenibilità, soprattutto per l’Imu-Tasi. La crisi cominciata nel 2008-2009 ha modificato profondamente il valore degli immobili e le loro prospettive. Un immobile commerciale in periferia o in un paese non ha più il valore che aveva pochi anni fa. Stessa situazione per i capannoni, in particolare modo quelli sfitti che se da un lato non producono reddito dall'altro lato sono penalizzati con pesanti tassazioni Imu. Per gli appartamenti il discorso è molto articolato e dipende da tanti fattori. Ma spesso, oggi, vendere un appartamento vuole dire svenderlo. Affittare poi è più complicato. Non si può punire un piccolo proprietario che non vuole o non può affittare un appartamento. La conclusione di Asspi, peraltro condivisibile, è che si dovrebbe arrivare, in sostituzione dell’Imu, a una tassa comunale unica sostenibile, progressiva, che tenga conto del reddito delle famiglie. Asppi si augura, infine, che nel breve periodo si possa superare l’attuale frammentazione, con differenze anche minime tra Comuni limitrofi. Riuscire ad avere un unico regolamento per ogni Unione di Comuni, e le relative aliquote Imu-Tasi e addizionali Irpef, sarebbe già un passo in avanti.

Il dato finale, come da tabella a fianco, porta a dare un giudizio positivo ai Comuni in fascia A, un giudizio interlocutorio a quelli in fascia B, negativo a quelli di fascia C.

Giorgio Guandalini



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