Modena: “La tana dello spillo”, creatività al potere
La parola d’ordine? Creatività. Siamo stati alla merceria “La tana dello spillo” in via Marinuzzi. Appena entrati si può intuire come con quell’arcobaleno di colori dato da stoffe diverse, bottoncini...
MODENA. La parola d’ordine? Creatività. Siamo stati alla merceria “La tana dello spillo” in via Marinuzzi. Appena entrati si può intuire come con quell’arcobaleno di colori dato da stoffe diverse, bottoncini e spilli sia facile stimolare fantasia e creatività.
Ad accogliere i clienti c’è la giovane Selene Gava, al suo fianco la mamma, che si definisce “tuttofare” e Enrica, la sarta di fiducia. Da sei anni la merceria creativa porta questo nome: “La tana dello spillo”; ma nel quartiere è da ben più tempo che esiste. «È una tradizione di famiglia - racconta la ragazza - avere la merceria. Inizialmente era dei miei nonni, poi è passata nelle mani di mia mamma e, infine, pur avendo fatto altri studi, ho deciso di portare avanti l’attività: l’importante è aggiornarsi continuamente, perché le mode cambiano.
Da quando ci sono io ho cercato di dare un taglio leggermente differente da una tradizionale merceria: ho avviato differenti corsi, in numero maggiore rispetto a prima, che hanno l’obiettivo di coinvolgere i giovani. Penso sia importante che queste conoscenze non scompaiano e che ci sia qualcuno che possa tramandarle». Qualche esempio? «Svolgiamo corsi di cucito base, che avvicina un po' tutte le età, ed è il nostro cavallo di battaglia. Questo corso lo realizziamo anche per gruppi di ragazze spagnole, tedesche e svedesi, in generale di altre nazionalità. Ultimamente abbiamo trovato un’insegnante di ferri circolari.
A differenza dei ferri che si utilizzano normalmente per fare i maglioni con questa antica tecnica non ci sono cuciture. Tre o quattro volte all’anno, inoltre, organizziamo corsi per bambini con un’insegnante apposita. Anche questo è un modo per tener vivo il futuro del cucito». Sai cucire? «Non sono sarta, il mio ruolo è quello di tecnico delle macchine da cucire: mi occupo di venderle e insegno ad utilizzarle. La mia specialità, infine, è il patchwork con cui creo coperte».
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