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Oggi l’ultimo saluto a Roberto Armenia

Oggi l’ultimo saluto a Roberto Armenia

La cerimonia alle 11 in San Vincenzo a Saliceto Panaro «Uomo di cultura, capace di arrivare a Papa e Capi di Stato»

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È l'aspirazione a fare della cultura un bene accessibile a tutti a determinare l'impegno con cui Roberto Armenia si è fatto promotore e conduttore di oltre 6mila “incontri con l'autore”: scrittori, poeti, giornalisti, scienziati, politici che hanno pubblicato libri. Un'attività svolta con la serietà di chi conosce fino in fondo il proprio lavoro.

Il giornalista e operatore culturale, venuto a mancare a 80 anni, ha lasciato davvero un vuoto a Modena. E non solo. I funerali si svolgeranno oggi alle 11 nella chiesa di San Vincenzo a Saliceto Panaro. E nel cimitero di questa località, alla periferia della città, la salma sarà tumulata.

Il cordoglio giunge da varie parti d'Italia e molte le testimonianze d'affetto, tanto che numerose sono state le visite, sabato e ieri, alle camere ardenti del Policlinico. «Amici da decine d'anni, anche se - dice il regista Guido De Maria, celebre nel campo del fumetto e cartoni animati - non ci frequentavamo tanto, in quanto Roberto era sempre impegnato in mille imprese. Mi viene in mente la sua fantastica e monumentale agenda. Un'opera che tutti vorrebbero avere. Un'agenda piena di segni, di geroglifici, di numeri, dove Armenia appuntava tutto. Nemmeno il Codice da Vinci è così complicato. Un'agenda in cui solo lui poteva penetrare e capire. Se gli chiedevi una informazione, lui l'apriva e ti diceva tutto della persona che tu cercavi: dal numero di telefono alle parentele e alle amicizie. Con lui tutto era possibile, anche prendere un appuntamento con il papa, capi di Stato, come Gorbociov. Era un uomo straordinario, lo chiamavo "la piovra", nel senso che aveva un tentacolo dappertutto. Era un ufficio stampa dentro un uomo. Era capace di tutto, con naturalezza e disponibilità. Amava gestire l'attività di personaggi famosi, anche quella di Enzo Biagi».

Amico di sempre è il giornalista Giancarlo Gatti che è stato anche direttore del Teatro Comunale di Modena. «Sono molto turbato per la sua morte. Abbiamo cominciato a fare delle cose insieme oltre 50 anni fa, tra cui "Il Festival del Libro Economico" nel 1962, con incontri con scrittori e poeti presso la Sala comunale di Cultura. Eravamo molto sicuri dell'importanza di queste iniziative. Le facevamo con impegno e rara convinzione. Era un periodo di grande entusiasmo e consapevole partecipazione. Manifestazioni intelligenti e importanti per la città. Ci siamo rivisti anche a Milano, quando lui lavorava nelle case editrici e io al giornale l'Unità». Un legame forte mai venuto meno nel tempo, tanto che Gatti è stato molto vicino ad Armenia durante il periodo della malattia sia nell'ospedale di Baggiovara che al Policlinico.

Michele Fuoco

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