Accuse di “falsificazione” nel Giorno del Ricordo
Volantini del circolo comunista Iskra contro «chi mette sullo stesso piano nazisti e antifascisti». Il sindaco: «Sono preoccupato per questi estremismi»
Ha suscitato profondo sdegno, sabato, durante la commemorazione del Giorno del ricordo, la distribuzione di volantini dal titolo: “10 febbraio e oltre: la falsificazione”. Il volantino è stato distribuito durante l’appuntamento da parte di alcuni appartenenti al circolo “Iskra”, già balzato sotto i riflettori per aver organizzato, soltanto pochi giorni fa, il controverso incontro con l’ex terrorista Loris Tonino Paroli, presso la sede di via Lincoln.
Durante il Giorno del ricordo, che come ogni anno si tiene al Parco martiri delle foibe per commemorare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, alcuni appartenenti al circolo che si professa di matrice comunista, hanno iniziato a distribuire volantini in cui si muovono precise accuse di una riscrittura della storia «mettendo sullo stesso piano nazismo e antifascisti, repubblichini e partigiani, combattenti per la libertà e oppressori - si legge nel documento distribuito - o peggio ancora, presentando i carnefici come vittime e martiri e i perseguitati come aggressori. Rintuzziamo e sbugiardiamo le menzogne che vengono propagandate unendo le forze per riappropriarci della storia del movimento operaio e partigiano. Noi ricordiamo: le centinaia di migliaia di detenuti nei campi di concentramento e nelle carceri fasciste e naziste, deportati, torturati e condannati a morte, di fucilati, di impiccati. Ricordiamo gli antifascisti, i comunisti, i partigiani che, dovunque in Europa riscattarono l’onore del loro paese invaso, occupato e governato da servi collaborazionisti». Parole, queste, che hanno scatenato un putiferio durante e dopo la manifestazione. Massima l’indignazione da parte delle numerose persone accorse alla cerimonia. Parole di condanna vengono espresse anche dal sindaco Alberto Bellelli: «Da antifascista e sindaco di una città decorata per ciò che la Resistenza locale ha fatto nella seconda guerra mondiale - afferma il primo cittadino - dico che sono preoccupato per questa nuova ondata di estremismi. Da democratico dico che la storia non è uno stadio, non c’è bisogno di tifosi, ma di studio, verità e rispetto».
Fanno eco al sindaco i componenti del comitato carpigiano “10 febbraio”. «Continuano le provocazioni da parte di alcune persone che non perdono l’occasione di rinnegare la storia - commenta Bruno Tarchioni, referente del comitato “10 febbraio” - Come sabato è apparso a Modena lo striscione inneggiante a Tito, così, nella medesima giornata, a Carpi, qualcuno ha tentato di stravolgere il senso della storia. Esprimo ferma condanna a questo negazionismo: mia madre è profuga istriana. Io ho vissuto l’arresto della nonna a parte dei partigiani titini, il suo rilascio che implicava che nel giro di due giorni la sarebbero tornata a riprendere. E so cosa significa lasciare tutto quello che si possiede in sole 12 ore».
Serena Arbizzi
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