Gazzetta di Modena

Modena

Rinasce la chiesa dei frati «Qui le messe importanti»

di Daniele Montanari
Rinasce la chiesa dei frati «Qui le messe importanti»

Dopo oltre un mese di chiusura da domani si celebrano di nuovo le funzioni Don Roberto Montecchi: «Un luogo di unione per le due parrocchie di Pavullo»

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PAVULLO . Dopo più di un mese di chiusura, ha riaperto la chiesa dei frati di Pavullo, e domani si celebreranno le prime messe del “nuovo corso”, che assicura la sopravvivenza di un luogo a cui il paese è affezionatissimo. L’edificio infatti è stato affidato in gestione alle parrocchie di San Bartolomeo e Monteobizzo, e quindi a don Roberto Montecchi, a conclusione di un complesso iter avviato nel settembre scorso. Ovvero, quando si è ufficializzata l’uscita di scena dei Frati Minori del Vangelo (Marco Matteo Pugina, Franco Acanfora, Pietro Campidelli e la suora Roberta Speca) a conclusione di un esperimento gestionale fallito per spazi eccessivamente ampi. Il convento è chiuso dal 2 ottobre, ma i frati, nonostante il trasferimento a Vicenza, fino al 17 dicembre eran venuti nel fine settimana per garantire la messa. Poi lo stop, e la chiusura anche della chiesa (per il primo Natale nella storia, tra l’amarezza di tanti pavullesi) in attesa di sviluppi. In questi giorni, la fumata bianca con l’avvio dell’accordo tra la Diocesi di Modena e la Provincia cappuccina dell’Emilia Romagna, col più che fattivo impegno di don Roberto: dal 1° febbraio la chiesa è riaperta (dalle 7 alle 17.30 nella settimana, poi messa il sabato alle 18 e la domenica a mezzogiorno, com’era prima) e domani, in occasione delle Ceneri, verranno celebrate qui le prime messe, tutte quelle della ricorrenza: alle 7, le 9, le 18 e le 21, dove dovrebbe essere presente anche padre Lorenzo Motti, ministro provinciale dei Cappuccini, proprio per salutare la svolta. Non certo semplice da gestire: adesso don Roberto è responsabile di tre chiese a Pavullo (San Bartolomeo, Monteobizzo e questa), che sono da aprire, pulire e preparare (costi di riscaldamento tutti a carico delle parrocchie) per le celebrazioni: chiaro che i volontari sono più che benvenuti.

«Stiamo facendo un grande sforzo, perché di cose da gestire ne avevamo già a sufficienza – sottolinea il parroco – ma sappiamo che questa chiesa è troppo importante per Pavullo, e non può restare chiusa. Ci abbiamo lavorato tanto a quest’accordo ed è andato tutto bene: ringrazio il vescovo Castellucci per aver appoggiato convintamente la causa incontrando il ministro dei Cappuccini. Adesso vorremmo che questa diventasse la chiesa delle due parrocchie pavullesi per tutte le celebrazioni più importanti: dalle Ceneri a Pasqua e Natale. Una chiesa unitaria per Pavullo».

Una rivoluzione che in realtà è un po’ anche un ritorno al passato: la chiesa dei frati era infatti già stata parrocchiale nell’immediato dopoguerra, perché quella di San Bartolomeo fu bombardata. Dopo il trasferimento, a dicembre, di don Emilio Bernardoni a Medolla, don Roberto ha in carico anche le parrocchie di Sant’Antonio, Benedello, Crocette, Camurana e Coscogno. Visto che è uno solo (per quanto aiutato da don Marco e, quando possibile, da Modena), da domenica entreranno in vigore nuovi orari per le messe: alle 8 a Monteobizzo, alle 9 alla Cappella di via Serra di Porto, alle 10 in San Bartolomeo, alle 11 a Monteobizzo, alle 12 dai frati e alle 18 di nuovo in San Bartolomeo.