Rubrica Fuori Classe / Caparezza fa il pieno anche a Modena
L'album Prisoner 709 trascina pubblico e critica in un percorso tra musica, letteratura e politica
MODENA. Il secondo e ultimo tour “Prisoner 709” di Caparezza ha avuto inizio il 7 febbraio al Pala Panini di Modena. Del primo tour, cominciato a novembre e concluso a dicembre, le date sono state quasi tutte sold out, e anche a Modena si comincia col botto, con gente in fila quattro ore prima del concerto ed il palazzetto pieno di persone che attendono la comparsa di Michele Salvemini, in arte Caparezza, già poco dopo l’apertura al pubblico. Il cantautore, rapper e produttore discografico di Molfetta, è ormai famoso in tutta Italia per i suoi dischi che non contengono solo musica, ma anche riferimenti culturali di ogni genere e ambito.
Spaziando dalla letteratura all’arte, dalla storia a tanto altro, Caparezza nei suoi pezzi espone la curiosità che lo caratterizza, come lui stesso dice durante i suoi spettacoli, raccontando di quadri, eventi e personaggi. In ogni suo pezzo, protagonista è la preparazione dell’artista, che non manca mai di inserire tematiche interessanti e avvincenti, ma soprattutto è convinto, come ha raccontato in una intervista con Repubblica, che "la musica pop può divulgare cultura.
Non solo l'amore.” I suoi concerti non sono solo concerti. Sono dei veri e propri spettacoli. Ci si rende conto di ciò non appena si nota l’impostazione del palco e delle luci sovrastanti, posizionati a formare una serratura, forma che fa riferimento alla sua canzone “Una Chiave”, dell’album dell’omonimo tour. Oltre alle coreografie sbalorditive e al coinvolgimento durante tutta la durata del concerto, Michele Salvemini durante i suoi spettacoli mette in scena degli “stand-up show” in cui, con scopo di introduzione alle canzoni, racconta avvenimenti divertenti e tratta scherzosamente di vicende attuali di ogni genere, come ad esempio la politica, tema corrente dei suoi album.
L’album “Prisoner 709” di Caparezza è significativo per l’autore. È in questi pezzi infatti che egli tratta per la prima volta di temi a lui molto personali. Egli racconta infatti, soprattutto nel pezzo “Larsen”, di come dal 2015 stia combattendo contro l’acufene, un fischio nell’orecchio incurabile che giorno dopo giorno continua a peggiorare. Il cantante racconta di come questo sibilo non solo non gli permetta di godersi a pieno concerti, film e tutto ciò che prima amava, ma anche di come la sua autostima abbia molto traballato in quanto, come dice nella sua canzone, “sentivo fischi anche se il locale carico applaudiva”. Il secondo tour è solo all’inizio e già premette degli ottimi risultati ad ogni data, facendo competizione a programmi televisivi e, soprattutto al Festival di Sanremo.
Il cantante ha voluto far cominciare il suo tour durante il Festival per far capire a tutti quanti, una volta per tutte, che la televisione non gli interessa, in quanto, come lui stesso ha affermato in una intervista al Messaggero, “sono più adulto e quindi molto meno incosciente (dall’ultima volta che ho partecipato al Festival di Sanremo). Sono più razionale e malgrado io nutra molto rispetto per molti degli artisti che vanno al Festival e partecipano ai talent, preferisco starne fuori. Per me i talent nella stragrande maggioranza dei casi non funzionano”.
* studentessa della 5CL liceo Muratori-San Carlo
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