Tavilla “punzecchia” Leu
Il candidato di Potere al popolo: « Anche Guerra ha scritto la Legge Fornero»
Parlano a tutti, ma soprattutto a chi ha perso il lavoro e ai precari, a chi non può andare in pensione e a chi è preoccupato per la situazione della sinistra in Italia. Loro sono i candidati modenesi di Potere al Popolo, che ieri hanno incontrato Francesca Fornario - la giornalista e autrice satirica che ha deciso di sostenere la lista di sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo - a Modena e a Carpi, prima di riunirsi in assemblea alla palazzina Pucci. Una campagna che parte dall’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”: «Al centro - spiegano i candidati - metteremo i bisogni urgenti e inascoltati del popolo modenese per tradurli in risposte concrete da costituire collettivamente». Istanze che per Modena saranno portate avanti da Elio Tavilla, docente di Storia di diritto all’Unimore, Corrado Gallo, studente-lavoratore carpigiano, Vania Pederzoli, libera professionista nell’ambito della sicurezza sul lavoro, Stefania Soriani, insegnante ferrarese, Sara Nardiello, lavoratrice del settore ceramico, Elena Govoni, tecnico della prevenzione all’Ausl di Modena, Mario Ori, funzionario Atersir, Judith Pinnock, psicoterapeuta, ed Eliana Ferrari, attivista politica. Al centro del programma, dunque, c’è il lavoro, «perché bisogna lavorare meno e tutti - spiega la giornalista - e andare in pensione prima, e non dopo, come ha stabilito la legge Fornero». E proprio dalla legge Fornero parte l’affondo a Liberi e Uguali: «Vorrei ricordare che tra coloro che hanno scritto quella legge c’è anche la senatrice modenese Maria Cecilia Guerra - spiega il professor Tavilla - oggi candidata a Modena per Leu, quindi mi sembra difficile pensare che quella legge verrà riformata da chi ha contribuito a costruirla e spesso è stato chiamato a spiegarla sui media». Ma gli affondi alla forza politica guidata da Grasso non finiscono qui: «I loro rappresentanti di punta hanno sempre fatto il contrario di quello che vogliamo fare noi - riprende la Fornario - ad esempio, Bersani e D’Alema hanno sempre approvato tutte le spese militari, mentre ora Leu vorrebbe superare il Jobs act, mantenendo il contratto a tutele crescenti, mentre noi vogliamo proprio cancellarlo. Insomma, sono all’opposto rispetto a noi». Quanto all’immigrazione, dopo aver fatto notare che «in viale Gramsci le ronde inseguono qualsiasi cittadino abbia la pelle di colore scuro», il professor Tavilla ricorda che «in Italia ci sono tanti clandestini perché siamo noi, con le nostre leggi, ad averli resi tali». (l.g.)
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