«Terracielo? Eccellenza italiana»
Lorenzin: «Anche se grazie alla sanità modenese ci si arriva tardi...»
Un paio di siparietti divertenti, con Gianni Gibellini che riprende al volo il microfono per far rifiatare il ministro, colpito da un attacco di tosse, e il ministro che si riprende subito, facendo notare che «questa è una struttura d’eccellenza, anche se per fortuna, grazie alla sanità modenese, qui si arriva più tardi che altrove...». Davanti a circa 200 persone, tra cui l’assessore comunale alla Polizia mortuaria Ludovica Carla Ferrari, ieri sera il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, candidata alla Camera per il centrosinistra nel collegio uninominale di Modena, ha fatto visita alla Funeral home di Modena, alla Fossalta. Un incontro aperto dal patron Gianni Gibellini, che replicando indirettamente alle critiche arrivate nei giorni scorsi per l’evento ha ricordato che «il ministro ha diretta competenza sul comparto funerali, di cui questa struttura rappresenta un’eccellenza. La Funeral home è nata nel 2011 ed è stata seguita cinque anni dopo da quella di Mirandola anche grazie alla legge regionale che nel 2004 ha introdotto una serie di regole più moderne, ma non possiamo limitarci al locale: serve una legge nazionale che regolamenti il settore, anche perché la proposta, firmata dal senatore modenese Stefano Vaccari, era già pronta, ma le scadenze elettorali l’hanno stoppata. Ora speriamo che venga ripresa in mano dal prossimo mandato». La Lorenzin ha quindi ricordato che «un ministro della Salute ha il dovere di occuparsi di tutte le fasi della vita dei cittadini, compreso il fine vita. Una fase importante, perché la parte più fragile della nostra esistenza ha bisogno di dignità: questo centro è straordinario - ha concluso - ed è senza dubbio una “best practice” da replicare in tante altre città».
Luca Gardinale
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