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Arsom cessa l’attività 40 dipendenti a rischio

Arsom cessa l’attività 40 dipendenti a rischio

La ditta carpigiana annuncia la messa in liquidazione e il probabile fallimento  Fiom Cgil all’attacco: «Cercheremo di garantire continuità ai lavoratori»

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Quaranta lavoratori, prevalentemente carpigiani, che vedono saltare improvvisamente il proprio posto di lavoro. Sono i 40 dipendenti dell’Arsom, azienda metalmeccanica, che aveva sede a Carpi in via Lombardia ed è stata trasferita a San Martino in Rio, nel Reggiano, nel 2012, dopo il terremoto. La ditta è specializzata nella lavorazione lamiera conto terzi ed è stata fondata dal nonno dell'attuale titolare 50 anni fa. «L’azienda non ha mai evidenziato difficoltà produttive - fa sapere Fiom Cgil - tanto che nell’autunno dello scorso anno sono state fatte assunzioni. I segnali del precipitare della situazione si sono manifestati solo dopo un ritardo inusuale sul pagamento delle retribuzioni. L'azienda da oltre un anno era solita ritardare di una decina di giorni gli stipendi. Al rientro dalla pausa di fine anno c'è stata un’accelerazione e non sono state pagate la tredicesime a dicembre, tuttavia la proprietà dava ancora rassicurazione che entro gennaio sarebbe stata pagata almeno la tredicesima. Nonostante le rassicurazioni, che si sono rivelate poi false, ad oggi le lavoratrici e i lavoratori sono in arretrato di tre mensilità e sono tutti sospesi dal lavoro dal 2 febbraio perché l’azienda ha improvvisamente cessato le attività».

La Fiom ha organizzato assemblee, formalizzato richieste di incontro e un presidio davanti all'azienda, incontrandone i vertici lunedì scorso.

«L'azienda ha annunciato la messa in liquidazione e la cessazione delle attività e, con tutta probabilità, verrà dichiarato lo stato fallimentare - dicono dalla Fiom - Viene inoltre esclusa ogni possibilità, anche minima, di provvedere al pagamento delle retribuzioni».

«Le cause di questo disastro ci paiono incomprensibili - dichiara Angelo Dalle Ave della Fiom Cgil di Carpi - Ci attiveremo per accertare cause. I dipendenti si stanno dimettendo per giusta causa: così potranno chiedere l’indennità di disoccupazione. Pensiamo - continua il sindacalista - si debba partire dal fatto che l'attività svolta da Arsom esiste tuttora ed è prevalentemente indirizzata a ditte del territorio. Faremo sì che il lavoro continui a essere svolto dalle stesse persone, o attraverso una nuova società con il possibile ingresso di attuali dipendenti o con assunzioni in aziende del territorio che ne hanno acquisito le commesse»

Serena Arbizzi



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