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Biblioteca Estense, tesoro da sfogliare sul computer

di Stefano Luppi
Biblioteca Estense, tesoro da sfogliare sul computer

Grazie a tre assegni di ricerca parte la trasformazione digitale dei volumi «In questo modo potremo far conoscere in tutto il mondo le sue ricchezze»

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«La futura Biblioteca Estense digitale è importante quanto quella fisica in mattoni, per questo partiamo con la digitalizzazione di migliaia di fogli dell’archivio di Muratori e dei fondi delle mappe manoscritte e della musica. Un ulteriore passo nel percorso che vede Modena impegnata a sempre meglio a classificarsi come città estense. A questo proposito da giugno avremo al piano terra la nuova sala espositiva con biglietteria e book shop, spazi ripensati al passo con i tempi».

Martina Bagnoli, direttrice da poco più di due anni delle Gallerie Estensi è in piena azione nella gestione dei musei e ha accettato di fare il punto sulle novità modenesi in arrivo.

Dottoressa partiamo dalla digitalizzazione della biblioteca.

«È un progetto a cui tengo moltissimo, perché la struttura digitale è fondamentale: dell’importanza della biblioteca, tradizionalmente, sappiamo in città, ma fuori non sanno, forse perché se n’è parlato soprattutto su riviste scientifiche locali».

Che accadrà?

«Abbiamo ottenuto dalla Fondazione Cassa di risparmio tre assegni di ricerca biennale che abbiamo assegnato a giovani dottori scelti attraverso un bando pubblico del ministero dell’Università. Partecipa anche l’Università con il dipartimento di Ingegneria. Occorre fare di più per fare conoscere i nostri tesori. Sa cosa mi è appena successo negli Usa?»

Dica.

«Abbiamo da poco fatto la mostra sui nostri manoscritti ebraici e alcuni colleghi d’oltreoceano mi hanno chiesto perché non fossero stati prestati a una megarassegna al Metropolitan di New York».

Anche i materiali dell’Estense si potranno consultare comodamente via computer?

«Esatto, partiamo in questo senso anche se da fare c’è tantissimo e va fatto in modo rigoroso. Ma è inutile nascondersi che tutti utilizziamo i motori di ricerca e andiamo in biblioteca solo se è strettamente necessario. Per questo occorre anche ripensare la piattaforma digitale della Biblioteca Estense Universitaria. Ho anche l’intenzione di creare archivi digitali della storia degli Este, una dinastia lunghissima tra Ferrara e Modena».

Le biblioteche sono anche luoghi fisici.

«Certo infatti per fortuna alle Gallerie abbiamo personale nuovo under 40: due bibliotecari, un archeologo e un funzionario per la promozione e anche i ragazzi del servizio civile sono stupendi. Stiamo però anche mettendo mano ai depositi creando luoghi per la consultazione degli studiosi. Novità magari non glamour, ma fondamentali».

Il Sant’Agostino intanto però è fermo al palo...

«C’è però il finanziamento di 18 milioni all’ex ospedale Estense: speriamo sia presto tutto pronto perché noi abbiamo bisogno di spazi. L’altro giorno visitavo la National Portrait di Washington dove fanno la storia d’America con i ritratti. Io avrei bisogno di 4 sale per fare lo stesso con gli Este, con opere spesso migliori tra l’altro. Ho tante sculture appiccicate al museo, inoltre per la pittura ferrarese avrei bisogno di quattro sale. E potremmo anche mettere a disposizione la biblioteca di storia dell’arte oggi a palazzo Coccapani».

E le torri di Gae Aulenti... Soluzione impraticabile?

«Certo le torri di Gae Aulenti erano ottime, ma non potevo mettere lì libri antichi e preziosi mossi da un braccio meccanico. Alla Biblioteque National di Parigi mica è nelle torri il patrimonio antico, oggi però anche la ricerca umanistica si fa per analisi di dati, occorre capirlo».

Torniamo agli spazi.

«Un grave problema, per fortuna a giugno avremo al piano terra di Palazzo dei Musei la nuova sala espositiva, dotata di bookstore e biglietteria, con concept scelto tra i progetti di architetti under 30. Sul nostro sito c’è il bando».

Capitolo mostre.

«Nel fine settimana apriamo quella dedicata a meravigliosi disegni di autori le cui opere sono conservate nell’Estense, a pochi metri. Abbiamo già fatto quelle sul materiale invisibile dei depositi: matrici e manoscrittti ebraici, dopo la presente seguiranno le medaglie».

Il Consiglio di Stato ha chiuso nel migliore dei modi, per lei, la vicenda del ricorso sulla sua nomina.

«Sono sempre stata ottimista, ora hanno detto che la mia assunzione ha rispettato ogni regola. In questi giorni ho promosso l’Estense in America e per fortuna non è arrivata in contemporanea una cattiva notizia».

Il museo è visitato?

«Sì, nel 2011 i visitatori sono stati 18mila e lo scorso anno 26.700, certo occorre insistere perché non siamo gli Uffizi con le code all’ingresso».

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