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Bracieri accesi per scaldare, sei intossicati

Bracieri accesi per scaldare, sei intossicati

Spilamberto. Problemi respiratori per una famiglia, tra cui un neonoato, che vive di fronte al municipio: salvati in extremis

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SPILAMBERTO. Un trattamento in camera iperbarica a Fidenza, lunghe ore di attesa per avere indicazioni precise, soprattutto sulla salute di loro figlio di neppure due anni, poi il ritorno a Modena per una notte trascorsa in osservazione al Policlinico. Poteva essere una tragedia quella che si è consumata ieri mattina, all’alba, in un appartamento di piazza Libertà. Perché davanti al civico 20 si è mobilitato tutto il mondo dei soccorsi: ambulanze del 118, vigili del fuoco di Vignola, carabinieri e polizia municipale di Spilamberto. Un sistema che ha funzionato alla perfezione, portando sei persone in ospedale per curare i sintomi di intossicazione da monossido, respirato per tutta la notte.

Per raccontare l’intervento bisogna salire le scale della palazzina che si trova di fronte al municipio. All’interno, in una casa dignitosa, vive un’intera famiglia di origine cingalese: i nonni, i figli con le rispettive compagne e anche un bimbo nato da poco. Hanno tre camere da letto, l’appartamento è ben tenuto, tutte le utenze sono attivate a testimonianza di come non ci si trovi di fronte ad una situazione di drammatica indigenza. Eppure la famiglia dello Sri Lanka - una comunità che a Spilamberto è molto numerosa ed ormai integrata - fa una scelta operativa discutibile: invece che utilizzare il riscaldamento a metano, sceglie di accendere due bracieri. Vogliono scaldarsi così, senza pensare a quello che potrebbe accadere in un ambiente con le finestre chiuse. E invece il monossido della combustione inizia a sprigionarsi subdolamente, viene a lungo inalato nel corso della notte. Soltanto all’alba, quando un componente della famiglia si sveglia avvertendo i sintomi del malore incombente, si intuisce la gravità della situazione. Scatta la telefonata di soccorso al 118, che arriva davanti al municipio. I soccorsi sono tempestivi, i pazienti vengono stabilizzati e suddivisi tra l’ospedale di Vignola e il Policlinico e poi Fidenza per il ciclo in camera iperbarica.

Intanto i carabinieri di Spilamberto avviano gli accertamenti con i vigili del fuoco. Controllano le utenze energetiche e ne certificano il corretto funzionamento, scoprono i due bracieri ed effettuano approfondimenti sullo stato sociale della famiglia. Il papà del bimbo lavora in un ristorante di Brodano; la situazione è nota anche ai Servizi sociali, ma non è un caso emergenziale, anzi. La loro abitazione, arieggiata a dovere, rimane agibile e potrà presto ospitarli, mentre carabinieri e pompieri completeranno le relazioni di servizio per classificare l’intossicazione come un gesto superficiale, innescato probabilmente dall’intenzione di risparmiare sulla bolletta.

Francesco Dondi

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