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Ciaspolando alla scoperta delle perle dell’Appennino

di Giovanni Balugani
Ciaspolando alla scoperta delle perle dell’Appennino

Le guide della “Via dei Monti” nel 2017 hanno accompagnato oltre 3mila persone «Siamo professionisti del turismo e vogliamo valorizzare il nostro territorio»

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Trasformare una passione in un lavoro è il sogno di tanti, ma pochi riescono a trasformarlo in realtà. Tre guide ambientali escursionistiche ci sono riuscite, dando vita nel 2015 al gruppo trekking “La via dei monti”. L’idea l’hanno avuta Davide Pagliai e Milena Vanoni, ai quali si è unito Francesco Rosati: sono loro tre il cuore di questo portale che accompagna i turisti alla scoperta dell’appennino tra passegiate e ciaspolate. «Sono guida da ormai 13 anni - racconta Davide - ma è dal 2015 che mi dedico a questa attività a tempo pieno, assieme alle altre guide del gruppo. Sono convinto che vi sia la necessità di offrire ai turisti e agli appassionati la massima professionalità e l’offerta il più completa e variegata possibile. Per riuscirsi non possiamo offrire tale servizio esclusivamente durante l’alta stagione, ma per tutto l’anno. Tutto ciò con l’obiettivo di valorizzare il territorio dell’Alto appennino. Una scelta che ha pagato, perchè da una ventina di escursioni all’anno siamo arrivati a toccare numeri importanti nel 2017: 200 escursioni a cui hanno partecipato circa 3mila camminatori».

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I numeri così positivi sono la riprova di come l’idea sia vincente e di come ci sia tanta voglia di scoprire o riscoprire l’Appennino nel modo più naturale possibile, camminando: «Chi si iscrive alle nostre camminate prevalentemente arriva dall’Emilia, da Modena, Bologna, Reggio e Parma, ma non mancano turisti che arrivano da Roma, dalla Campania e addirittura dalle Alpi: l’anno scorso ho accompagnato persone di Cortina, che sono rimaste estasiate dal crinale E dire che loro sono abituati alle Alpi. È bello e importante far conoscere il nostro territorio, anche a chi abita poco lontano, ma sulle nostre montagne non aveva mai messo piede». Turismo forse più di nicchia rispetto allo sci, ma che comunque rappresenta un aspetto da curare e coltivare se si vuole davvero rendere l’Appennino vivo ed accessibile 365 giorni all’anno. Anche un turismo che anno dopo anno cresce, con la voglia non più solo di sci, ma pure di scoprire angoli splendidi della montagna e del nostro Appennino. Che quest’anno è favorito pure da una stagione invernale, finalmente, tornata normale, con una bella coltre bianca ad ammantare cime e boschi.

«Ma - specifica Davide - senza chiedere denaro a Comuni o altri enti. La nostra filosofia è quella di non chiedere contributi a nessuno, questo era un limite che ostacolava il nostro lavoro in passato. Era una metodologia che sminuiva la nostra professionalità ed i primi a percepirlo erano i nostri “clienti”, perché ne fruivano gratuitamente. Invece, pagando, chi sceglie di fare un’escursione con noi percepisce il nostro lavoro alla stregua di qualsiasi altro servizio turistico, sia esso un ristorante o un impianto sciistico. Ciò comporta anche un maggiore impegno da parte nostra. Se ad esempio organizziamo un’uscita e ci sono solo due persone presenti non si rinvia: ci prendiamo la responsabilità economica di quello che facciamo».

Tutte scelte che stanno pagando la Via dei Monti, che si avvale anche di Alex Boullier, guida ambientale escursionistica che accompagna ciaspolate nei weekend invernali al lago della Ninfa, Alessandro Cappellini, guida Mtb, Paola Quattrini e Remo Zanotti, istruttori nordic walking, e Riccardo Balboni, istruttore cinofilo. Oltre a Briscola, il cane mascotte. E l’offerta si allarga anche ai bambini con camminate studiate per loro. Per imparare ad amare l’appennino fin da piccoli, affidandosi a dei veri professionisti della montagna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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