Cittanova, cancellato il metodo Montessori
Alla scuola elementare Lanfranco è polemica: «Sperimentazione interrotta senza sentire le famiglie»
Alla Lanfranco è tempo di restaurazione. La scuola primaria di Cittanova non si trasformerà in corso Montessori. Inoltre, la sperimentazione, già introdotta nell’anno scolastico 2014-15, risulta ormai solo «rivolta a due classi, che continueranno il percorso fino alla classe quinta». Così i genitori, preoccupati per i figli, si pongono quesiti. Si domandano «perché non diffondere in Emilia Romagna l’approccio Montessori, già presente in diverse regioni d’Italia anche nella scuola pubblica?»; vogliono sapere «perché interrompere la sperimentazione Montessori a Modena senza nemmeno coinvolgere le famiglie, dopo che diverse di queste ne avevano richiesto l’introduzione?». Chiedono «perché per anni non è stato attuato quanto previsto nel piano dell’offerta formativa per la ricerca degli insegnanti?». Domandano «perché la dirigenza scolastica ha presentato un progetto alla fondazione della Cassa di Risparmio di Modena in cui si prevedeva la trasformazione in scuola Montessori, ottenendo un finanziamento, e poi ha espresso dei voti contrari a tale trasformazione?». I genitori hanno scelto per i loro figli il metodo di Maria Montessori, lanciato una petizione, organizzato cene e incontri per spiegare le loro ragioni, smosso la politica. Il caso è finito tra i banchi del Consiglio comunale con un’interrogazione del 7 marzo 2017, firmata dai consiglieri Pd Simona Arletti e Carmelo De Lillo. Lo stesso De Lillo, da presidente del consiglio d’istituto della Lanfranco, aveva espresso «qualche perplessità per il fatto che (il metodo) avrebbe potuto rappresentare un fiore all’occhiello dell’istituto comprensivo, o rivelarsi una soluzione di ripiego che avrebbe potuto non offrire un’immagine positiva dell’istituto». Era il 27 maggio 2016. Il 29 giugno dello stesso anno il consiglio d’istituto da lui presieduto ha bocciato la trasformazione a Corso Montessori con 2 voti favorevoli e 10 contrari. Una scelta che ha confermato l’orientamento del collegio docenti (13 favorevoli e 88 contrari). Le ragioni del “no” sono «di ordine organizzativo» ed esplicitano solo «l’eventuale modifica dello stradario». «È mancata la comparazione del pubblico interesse, essenziale per la legittimità», ha sottolineato un legale, interpellato dei genitori. Bocciata la trasformazione a corso Montessori, i genitori pro-metodo chiedevano di mantenere la sperimentazione partita nel 2014 con il supporto di alcuni insegnanti. Due docenti hanno chiesto di «specificare che il voto negativo era relativo all’attivazione del corso Montessori, non alla prosecuzione della sperimentazione». «Il collegio docenti e il consiglio d’istituto hanno respinto, a grande maggioranza», aveva detto l’assessore Cavazza nell’aprile scorso.. «Oltre ai vizi del procedimento che ha bloccato la trasformazione in corso Montessori - ha concluso il legale dei genitori pro-metodo - si aggiunge l’obbligo, per l’istituto, di adempiere alla prestazione di garantire correttamente la sperimentazione Montessori per le classi in corso».
Gabriele Farina
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