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Formigine, coppia senza casa ha come tetto un’auto

Formigine, coppia senza casa ha come tetto un’auto

Lui lavora, lei è precaria. Il Comune: «Li abbiamo aiutati in tutti i modi e con soldi...»

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FORMIGINE. «Chiediamo una casa: è un nostro diritto». L.M. 37 anni, formiginese doc, da tempo vive in un’auto con il marito. «All’inizio non avevamo nemmeno una coperta», racconta la donna davanti al Comune. In piazza Unità d’Italia sfida a lungo il freddo in cerca di risposte. «La Caritas di Formigine mi ha passato i vestiti per andare a lavorare, quella di Magreta s’è offerta per i viveri - aggiunge la formiginese - ma dopo che non abbiamo avuto più l’alloggio abbiamo detto loro di darli ad altri perché non so dove cucinare». Nella loro macchina non può farlo e i periodi degli affitti temporanei per ora sono alle spalle. «Saltiamo completamente il pranzo - precisa L.M. - e alla sera mangiamo pane con affettati. Quando te lo puoi permettere vai in mensa... Ci sono tre case comunali vuote a Sassuolo. Non vogliamo una villa, ma una casa piccola piccola basta abbia un tetto ». I problemi per la donna e il marito si sono acuiti a ottobre. Hanno bussato agli uffici comunali, ottenendo 1.900 euro di aiuti economici complessivi. Per due mesi avevano trovato un alloggio temporaneo e il marito ha ottenuto anche un posto di lavoro con contratto a tempo determinato. «Che scade a fine mese», specifica la giovane donna. Lei contribuisce con lavori saltuari. «Ci laviamo nelle docce pubbliche a Modena - ha ripreso Luana - e all’inizio pagavamo trenta euro per fare la doccia in albergo. Spero che questa lotta serva a tutti gli italiani in queste condizioni». «Non abbiamo una casa stabile - interviene sulla vicenda Simona Sarracino, assessore alle Politiche sociali e familiari - ma ci sono state proposte che in autonomia hanno deciso di non accettare». L’assessore garantisce che «i servizi sociali e il Comune hanno fatto il possibile per due persone adulte, che non hanno disabilità fisiche o mentali. I servizi sociali danno priorità agli anziani, ai disabili e alle famiglie con bambini». Sarracino ha incontrato più volte la coppia e apprezza che «il marito in modo sicuramente responsabile si è dato da fare, trovando un lavoro. Segue la vicenda un assistente sociale che ha in mano tutti gli elementi per capire quanto è possibile fare». Per il resto, «non possiamo dare contratti a tempo indeterminato a persone in difficoltà - conclude Sarracino - e il problema abitativo va di conseguenza. Rispetto all’emergenza, quanto si poteva fare è stato fatto». (g.f.)
 

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