Il fumetto contro la tratta regalato a Papa Francesco
Myriam Savini ha realizzato un’opera sui viaggi infernali delle “schiave” africane Con la sorella Maggie ha incontrato Bergoglio: «Questo dramma va superato»
Un fumetto che racconta la profonda sofferenza e la delusione lacerante delle donne africane costrette alla tratta. Lo ha realizzato la 24enne Myriam Savini di Limidi, insieme alle suore salesiane di Roma, e lo ha mostrato durante l’udienza privata di lunedì scorso con Papa Francesco, alla quale ha partecipato insieme alla sorella Maria “Maggie” Magdalene.
Le due sorelle fanno parte dell’associazione “Terra accogliente”, fondata dalla madre Maria, che si occupa di integrazione anche dei profughi in collaborazione con la cooperativa Caleidos. Conoscono, quindi, da vicino, i racconti delle difficoltà superate da chi arriva qui dopo viaggi e storie terrificanti.
«Il fumetto si intitola “Il coraggio di Faith” - racconta Myryam - Lo abbiamo realizzato insieme alle suore salesiane di Roma durante un laboratorio di fumetto. Ho chiesto loro di disegnare una scena della vita di una ragazza che dalla Nigeria sarebbe arrivata in Italia attraverso la tratta. Io ho assemblato le scene, aggiungendo le ambientazioni e la storia. È un racconto senza fronzoli su che cosa vive una ragazza che viene portata in Italia come schiava. Noi italiani possiamo fare qualcosa e dobbiamo agire. Così, lunedì ho consegnato personalmente al Papa il fumetto, accompagnando la presentazione da una breve spiegazione. Si tratta di un sistema di comunicazione dei giovani per i giovani. Lui, in risposta, mi ha fatto un bel pollice alzato».
All’udienza privata di lunedì hanno preso parte numerose persone, tra le quali molte ragazze uscite dal giro della tratta, diversi giovani nigeriani, oltre ai partecipanti al convegno dello scorso novembre durante il quale è stato realizzato il fumetto.
«Molte volte chi arriva in Italia è accusato, quasi fosse colpevole della sua condizione - prosegue Myriam - Occorre fare luce, quindi, sulle storie per conoscere meglio questo fenomeno e capirne le sfumature».
La sorella di Myriam, Maggie, ha rivolto una domanda al Papa. Insieme ad altri quattro giovani ha posto un quesito sul coinvolgimento di politica, media e individui, nell’ambito della tratta per stimolare ulteriormente la riflessione.
«A casa nostra - aggiunge Maria, madre di “Maggie” e di Myriam - ospitiamo durante occasioni speciali per stare in compagnia, profughi provenienti dal Bangladesh e dalla Nigeria. Sono persone che hanno voglia di vivere, di ballare, di cantare. Questo nonostante le torture che hanno subito. Terribili atrocità e sofferenze che portano come un fardello che, ci auguriamo, possiamo aiutarli a superare. Storie terribili, proprio come racconta il fumetto di Myriam, ma per le quali, grazie al contributo di tutti, può esistere una speranza. Ne siamo fermamente convinti e lo dimostriamo con le nostre opere».
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