Rubrica Fuori Classe / Quanto i modenesi conoscono l'arte della nostra città?
Un sondaggio tra i giovani per capire quanto la storia di Modena sia diffusa: monumenti, chiese e opere d'arte, tutti i segreti che bisognerebbe sapere
Modena, città famosa in Italia e nel mondo per la sua gastronomia, per la sua ospitalità, per i suoi grandi personaggi e per i suoi prodotti tipici, può vantare beni culturali e opere d’arte di inestimabile valore, divenuti anche siti patrimonio Unesco. Sono davvero promossi, conosciuti e valorizzati come dovrebbero fra i cittadini modenesi? Per rispondere a questa domanda abbiamo svolto un’indagine fra le vie del centro, ponendo ai passanti alcuni semplici quesiti di cultura generale sui luoghi d’arte della città. Fra diffidenti e frettolosi, abbiamo trovato chi ci ha dedicato un po’ del suo tempo e l’abbiamo messo alla prova.
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Le domande più gettonate sono state quelle riguardanti il Duomo, la Ghirlandina, Piazza Roma, Piazza Grande e la Galleria Estense. Con nostra grande sorpresa, gli intervistati hanno risposto complessivamente in maniera corretta, anche ad alcune delle domande più insidiose. Ovviamente non sono mancate risate, dubbi amletici, “ce l’ho sulla punta della lingua” e sfondoni colossali. C’è chi ha detto, ad esempio, che la Ghirlandina misura in altezza 700 metri, chi afferma che il Duomo è stato costruito nell’anno 1800 o chi è fermamente convinto che la famiglia ad aver regnato di più sulla città sia quella dei Gonzaga.
L’impressione generale è quella di uno sguardo superficiale e approssimativo di una cittadina sempre in movimento e di fretta che passa quotidianamente davanti ai propri monumenti senza mai fermarsi ad ammirarne e apprezzarne il valore. Infatti, abbiamo potuto constatare che le nozioni di base sono abbastanza consolidate fra giovani e adulti, mentre le vere lacune sono legate alla storia della città. Causa probabile mancanza di interesse, curiosità o amore per la propria Modena, sempre più ammirata e visitata è l’arte “esterna”, di un’altra città, regione o Paese, perché “l’erba del vicino è sempre più verde”.
Sicuramente un ruolo importante nell’indifferenza generale è giocato dalla noia, dalla monotonia e dall’abitudine a questi pezzi di storia che, nella loro immobilità monumentale, ci osservano svolgere le nostre vite quotidiane. Ed ecco che forse, quello che potrebbe aiutarci a rivalutare le opere della città, è proprio la riscoperta della sua storia, delle sue origini e della sua arte. A questo punto la domanda sorge spontanea: è mancanza di informazione da parte delle istituzioni o sono i cittadini stessi a non informarsi abbastanza? Qualunque sia la risposta, possiamo tutti contribuire alla rinascita culturale della nostra città e farla tornare così al suo antico splendore, a quella “Firmissimam et splendidissimam populi Romani coloniam”, “Fedelissima e floridissima colonia romana” di cui scriveva Cicerone nelle Filippiche.
* studentesse della 5AL Muratori-San Carlo
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