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COLDIRETTI SODDISFATTA PER LA TUTELA DEL MADE IN ITALY MA C’É IL PROBLEMA DEI PREZZI 

Scatta l’obbligo di etichetta per conoscere l’origine di riso e pasta

Scatta l’obbligo di etichetta per conoscere l’origine di riso e pasta

Con l’entrata in vigore dell’etichetta di origine obbligatoria della pasta e del riso usciranno dall’anonimato 1,5 milioni di quintali di grano ma anche 16mila quintali di riso prodotti a Modena. È...

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Con l’entrata in vigore dell’etichetta di origine obbligatoria della pasta e del riso usciranno dall’anonimato 1,5 milioni di quintali di grano ma anche 16mila quintali di riso prodotti a Modena. È quanto afferma Coldiretti Modena nel ricordare che è scattata da ieri l’etichettatura obbligatoria del riso e da oggi quella della pasta.

«L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso – dice Coldiretti Modena – mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta».

«Si fa finalmente chiarezza - commenta il presidente di Coldiretti Modena Francesco Vincenzi - i consumatori potranno fare acquisti consapevoli e sapere quello che portano sulla tavola. Per esempio potranno sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, proibito sul grano italiano, o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica. Siamo soddisfatti anche perché questo è il risultato della guerra del grano lanciata da Coldiretti con decine di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere dal rischio di abbandono della coltivazione più diffusa in Italia».

Coldiretti, che ha organizzato il Pasta Day in occasione dell’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano, ricorda che l’etichettatura è una scelta applaudita dal 96% dei consumatori che chiede venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine di tutti gli alimenti e confermata in Italia anche dal Tar del Lazio.

In materia di riso ieri Coldiretti ha anche lanciato un allarme per le quotazioni dimezzate di questo importante prodotto. «Oggi gli agricoltori devono vendere ben quattro chili di risone per pagarsi un semplice caffè - dice Coldiretti Emilia - a causa di speculazioni e degli inganni che colpiscono le risaie e danneggiano i consumatori. Nell’ultimo anno mentre il prezzo di un chilo di riso sullo scaffale è rimasto pressoché stabile con una valore medio di circa 3 euro, i prezzi riconosciuti agli agricoltori hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal –58 % per l’Arborio al –57 % per il Carnaroli, dal –41 % per il Roma al –37% per il Vialone Nano. La situazione è drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia - rileva Coldiretti - è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate prodotti da 4mila aziende su un territorio di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell'intera produzione Ue. Con 500 mila quintali di riso prodotti su 8 mila ettari per un valore alla produzione di circa 25 milioni di quintali, l’Emilia Romagna è una delle principali regioni italiane produttrici di riso. Sotto accusa ci sono i comportamenti delle industrie di trasformazione che approfittano dell’aumento insostenibile della forbice dei prezzi tra produzione e consumo».

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