Gazzetta di Modena

Modena

SENTENZA DEl TAR 

«Togliete la sanzione al poliziotto»

Fuori servizio fermò un ladro, la Questura: «Doveva chiamare il 113»

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A vent’anni da quella notte è stato scagionato anche dal richiamo scritto e dalla sanzione disciplinare che la Questura di Modena gli aveva dato, nonostante l’ assoluzione al processo. C’è voluto il Tar di Bologna per mettere fine alla sua vicenda ordinando alla Questura tramite il Ministero dell’Interno di annullare il provvedimento di sanzione e richiamo nei suoi confronti. Protagonista di questa lunga vicenda giudiziaria è l’assistente capo di polizia Claudio Bonacorsi.

I fatti risalgono all’ottobre 1998. Alle 4 di notte si trovava fuori servizio e in borghese in un locale a Modena quando ha assistito a un litigio. Uno dei due ha dato una testata all’avversario e dopo aver mostrato in giro un coltello, è scappato. Lo hanno inseguito Bonacorsi e il gestore del locale. Poi Bonacorsi si è trovato dietro il ladro e lo ha acciuffato. Tra i due è nata una colluttazione e lo ha disarmato. Poco dopo è stato arrestato l’aggressore e denunciato il poliziotto fuori servizio che lo h a fermato.

Nel dicembre 2007, quindi già 9 anni dopo i fatti, il tribunale ha assolto Bonacorsi dall’imputazione di lesioni, sentenza diventata definitiva. Ma tre anni dopo, nel febbraio 2010, la Questura gli inviava un richiamo scritto e una sanzione perché non aveva avvertito per tempo la Sala Operativa chiamando il 113 per fare intervenire una pattuglia se non dopo l’arresto. La mancata telefonata tempestiva ai colleghi in servizio ha impedito alla Squadra volante di individuare gli autori materiali delle lesioni riportare dallo straniero col coltello. Alla fine la sanzione pecuniaria si è ridotta a un richiamo scritto. Ma per Bonacorsi era inaccettabile ed è ricorso al Tar. Il primo motivo, ritenuto valido dal Tar, è che la sanzione disciplinare doveva essere comunicata entro 120 giorni dalla sentenza, cosa che non è avvenuta. Il secondo motivo è che la sanzione nasce da una valutazione dei superiori di Bonacorsi che hanno tenuto conto esclusivamente del verbale di arresto e non del processo e della sentenza. Infatti risulta non vero che non erano stati identificati gli aggressori.

Scrivono i giudici di Bologna. «La vicenda come ricostruita nel processo a carico del ricorrente ha avuto uno svolgimento concitato soprattutto dopo che lo straniero, arrestato successivamente dal Bonacorsi, si è era allontanato dal locale. La necessità di un inseguimento immediato di un uomo che aveva mostrato il coltello non ha consentito al ricorrente di fare altro. L’avviso alla centrale di polizia è avvenuto non appena possibile. Non va dimenticato che all’epoca dei fatti il telefono cellulare non era così diffuso come adesso e non è stato verificato se in quel frangente disponesse di questo strumento. Diversamente si sarebbe dovuto preoccupare di reperire un telefono frustrando la possibilità di raggiungere il fuggitivo». Per questo la sanzione va annullata. (c.g.)

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