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Torna Best Company un ritorno al futuro per il regno della felpa

di Maria Vittoria Melchioni
Torna Best Company un ritorno al futuro per il regno della felpa

Una nuova collezione riprende e reinterpreta capi basici  Si punta alla qualità di filati e tessuti con dettagli iconici

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MODENA. Alla tele c'era Deejay Television, alla radio su ogni frequenza c'erano i Duran Duran, il Made in Italy era al massimo del suo splendore e la moda si era definitivamente trasferita a Milano con Armani, Versace, Ferrè e Krizia a far sognare tutti dalle passerelle delle prime fashion week. Ma per strada, il re incontrastato dello stile di quegli indimenticabili anni '80 era Olmes Carretti con la sua Best Company. Indossare una delle sue felpe equivaleva ad una dichiarazione di appartenenza, i “Paninari” ne fecero immediatamente uno dei capisaldi del loro look assieme al piumino Moncler e alle Timberland, ma sarebbe limitativo ricordarlo solo così, tutti avevano un prodotto Best Company nell'armadio.

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Ora, a 35 anni di distanza da quel periodo d'oro contrassegnato da venti milioni di pezzi venduti, Best Company torna sul mercato con la collezione Primavera-Estate 2018 dopo un battage pubblicitario che ha creato una grande aspettativa anche grazie alla presenza di Oliviero Toscani dietro alla macchina fotografica e nei panni di ideatore della campagna pubblicitaria e di testimonial. Il marchio, dal 2002 di proprietà del Gruppo Cisalfa di Vincenzo Mancini, è completamente prodotto in Italia e distribuito da Falis, azienda specializzata nel wholesale che è riuscita in pochi mesi a costruire per Best Company, tramite la propria rete di agenti, una base distributiva di circa 150 negozi distribuiti su tutta la nostra Penisola.

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«La distribuzione in Italia è ad un livello molto alto di sportswear. I clienti hanno già gradito e apprezzato il nostro prodotto, consegnato nel mese di dicembre e consegnato in anteprima, quindi già presente nelle vetrine durante il periodo dello shopping di Natale, con una grande esplosione di colore, che è nel DNA della tradizione del brand. Ottenendo un ottimo riscontro presso chi si è immedesimato per quello che era Best Company, con il suo vissuto dagli anni della nascita, ma anche con questa sua nuova reinterpretazione», ha spiegato il direttore generale di Best Company Michele Bernardi.

«È un prodotto di raccordo con il brand del passato, di quando è nato, quando è iniziata la sua storia e tutto quello che è stato fatto allora e che è rimasto nei cuori della gente con il prodotto del futuro. Parlando in termini commerciali e di prodotto, si riparte dai capi basici che abbiamo inserito in questa nuova collezione di Best Company, costruendo nuovi tessuti.

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C'è una grande cura nel definire la titolazione dei filati per ottenere una qualità di tessuto superiore a quella del passato» - ha commentato Olmes Carretti presente alla recente edizione di Pitti Uomo tenutasi a Firenze dal 9 al 12 gennaio. Dopo una capsule di parka e piumini super leggeri presentati per l'inverno in corso, riecco le felpe quindi con la grande scritta stampata o ricamata in corsivo che va da una parte all'altra del petto, riecco i colori sgargianti quasi fluorescenti, ma anche i nuovi pattern dal sapore anglosassone che tanto piacciono oggi ai “fruitori” delle felpe. Immancabili i modelli con il cappuccio, sia nella collezione uomo che in quella donna.
 

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