Ex Manifattura Tabacchi di Modena: coop fuori, restano i debiti
L’amministratrice Altimani: «Grazie all’accordo con fornitori e manutentori il condominio è ancora in piedi. Tanti sacrifici anche da parte dei residenti».
MODENA. L’acquisto per circa 28 milioni di euro dell’ex Manifattura tabacchi, annunciato ieri dalla Gazzetta di Modena, fa tirare un sospiro di sollievo alla decina di proprietari che in questi anni ha visto comprensibilmente come uno spauracchio il probabilissimo fallimento della importante impresa edile voluta dall’ex amministratore Daniele Sitta e dall’ex sindaco Giorgio Pighi
. Le cose da fare, ora che la statale Cassa Depositi e Prestiti subentra alle coop locali nel loro 50% di proprietà, sono tantissime. Uno degli aspetti centrali in questi anni di problemi e degrado dei 14mila metri quadrati di viale Monte Kosica è stata la gestione del condominio.
Qui la quota è quasi del 90% - oltre 80 appartamenti e altri locali - è rappresentata dalla società “Quadrifoglio” appunto in grave difficoltà economica. «E’ un condominio difficile - spiega l’amministratrice Vilma Altimani - perché la stragrande maggioranza della proprietà è stato a rischio liquidazione, quindi se subentra la CdP è davvero un’ottima notizia. Abbiamo dovuto, in questi anni, mantenere in vita il condominio con il 10% dei proprietari privati che, per fortuna, si sono tutti ben comportati. Tanto di cappello a loro e ai fornitori». Questi ultimi hanno accettato sacrifici: «I fornitori e i manutentori - continua l’amministratrice - hanno accettato di rateizzare le loro spettanze economiche. Anche il nostro ufficio ha fatto sacrifici, inoltre abbiamo chiuso tutte le scale senza appartamenti. Successivamente abbiamo chiamato a rapporto i fornitori, compresa Hera e tutti hanno detto sì a rinunce temporanee in attesa che si sblocchi la situazione e che ricominci a pagare la nuova proprietà. L’altra alternativa, da scongiurare, era la chiusura».
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Anche le banche, tra le principali creditrici con circa una trentina di milioni di crediti, hanno accettato la salvare la Manifattura. Se gli istituti di credito non fossero stati d’accordo - tra quelli più coinvolti figura Bper- sarebbe stato complicato arrivare alla positiva soluzione finale. Certo che anche le cooperative - tra loro Ccc e Cmb - che a suo tempo erano entrate nell’impresa fiutanto l’affare immobiliare hanno ceduto le loro quote senz’altro rimettendoci. I numeri relativi a quella che è stata una delle imprese edili più importanti della storia cittadina - l’ampia fabbrica ampia 14mila metri quadrati era la principale fabbrica e ora rischia un pericoloso degrado - sono infatti drammatici. Decine di milioni di debiti con banche e fornitori, del comparto stimato alcuni anni fa in “appena” 29 milioni di euro dove il sindaco Muzzarelli aveva posizionato la sua “Manifattura delle idee”.
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