La verità sui prodotti italiani nel libro di Alberto Grandi
Far luce sulla verità storica dei prodotti tipici dell’agroalimentare italiano o si rischia il vilipendio? Soprattutto se lo si fa nella Food Valley per eccellenza, cioè l’Emilia Romagna? E’ l’impresa...
Far luce sulla verità storica dei prodotti tipici dell’agroalimentare italiano o si rischia il vilipendio? Soprattutto se lo si fa nella Food Valley per eccellenza, cioè l’Emilia Romagna? E’ l’impresa di Alberto Grandi, mantovano e docente di Storia delle imprese all’università di Parma, in “Denominazione d’origine inventata” (Mondadori) che sarà presentato questa sera alle 21 presso il pub del Victoria Cinema dall’autore insieme al direttore della Gazzetta Enrico Grazioli. Un viaggio tra le bontà indiscutibili della nostra filiera ma anche i bluff o le bugie del marketing che ne hanno accompagnato il successo. Tra ricerca storica e sguardo disincantato, Grandi scrive e offre suggestioni fuori dal coro ricordandoci quante contaminazioni e intrecci ci sono davvero dietro quella che viene ostentata come una tipicità tutta nostra. Dal Parmigiano più vicino all’originale (che è probabilmente il Parmesan del Wisconsin) alla complicatissima e mai chiarita origine dell’aceto balsamico, fino ai pomodori Pachino che hanno la propria culla in Israele o il Marsala inventato da un inglese... Senza voler contestare la qualità dei prodotti e il valore di una tutela dei loro marchi e dei processi produttivi secondo norme e requisiti.
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