La biblioteca eredita oltre un milione e mezzo
Alla Delfini andrà il lascito secondo la volontà dello scomparso avvocato Gandini Via libera dal Consiglio: verranno finanziati progetti e lavori per l’ampliamento
Sarà di oltre un milione e mezzo di euro la cifra dell’eredità di Ettore Gandini che potrà essere effettivamente utilizzata per i progetti di ampliamento e riqualificazione della biblioteca Delfini, così come indicato dallo stesso avvocato scomparso nel febbraio del 2016 con un testamento che indicava come erede l’istituto culturale del Comune di Modena.
La cifra è emersa ieri pomeriggio in Consiglio comunale con la delibera di conferma dell’accettazione dell’eredità, con beneficio di inventario, approvata senza voti contrari (a favore Pd, Mdp-Per me Modena e M5s, astenuta Forza Italia). Proprio l’inventario di eredità redatto dal notaio Mauro Borghi elenca nel dettaglio le disponibilità dell’attivo e del passivo ereditario. Tra titoli e conto corrente bancario, Gandini al momento della morte aveva una disponibilità di un milione e 703mila euro, dai quali però vanno detratti i 150mila euro che nel testamento vengono attribuiti come lascito alla collaboratrice familiare. Dell’eredità fanno parte anche alcuni beni immobili (l’appartamento a Modena in cui Gandini abitava, in via Paolo Ferrari, e un altro appartamento a Sassuolo, in via Del Pretorio) che il Comune inserirà nel piano delle alienazioni e delle dismissioni. La cifra che verrà ricavata, ha spiegato l’assessore al patrimonio Gabriele Giacobazzi, andrà a implementare il fondo dell’eredità che servirà per finanziare sia gli investimenti per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di ampliamento della biblioteca, sia alcuni progetti gestionali finalizzati alla riorganizzazione del patrimonio e all’attivazione di nuovi servizi per accrescere la qualità del rapporto dell’istituto culturale con la città e i cittadini. In particolare, si stanno valutando con l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza e la direzione della biblioteca una serie di acquisti mirati per la revisione e lo svecchiamento delle raccolte librarie, il rinnovo di alcune attrezzature informatiche, interventi per l’adeguamento della torre libraria (il magazzino automatizzato) e delle attrezzature della sala conferenze, così come la possibilità di riproporre in alcuni momenti dell’anno l’esperienza delle aperture domenicali.
Aprendo il dibattito, Caterina Liotti (Pd) ha sottolineato che il gesto non ha solo un grande valore economico, ma «rafforza il senso di comunità della nostra città e ne valorizza i servizi culturali e noi ci impegneremo perché le risorse siano utilizzate per migliorare i servizi di un luogo frequentatissimo». La consigliera ha poi invitato a dedicare all’avvocato Gandini una sala della Delfini, richiesta alla quale si sono associati anche gli altri consiglieri intervenuti.
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