Modena, novità: «Per via Panni anche un semaforo con via Giardini»
L’ipotesi dell’assessore Giacobazzi dopo la commissione: «Sottopassi, complanare e Bretella: nuova città nel 2019»
MODENA. Qualche giorno fa c’è finito in mezzo pure lui, giusto poco prima della nuova rotatoria, all’altezza del Bricoman. A causare la mega coda alla Bruciata, però, non era stato il nuovo store del bricolage, ma il numero impressionantemente alto di auto che si riversavano sulla via Emilia dalla tangenziale. Smaltita la coda, l’assessore alle Infrastrutture Gabriele Giacobazzi fa il punto sulla mobilità cittadina dopo la commissione Seta che martedì ha visto l’assessore regionale Donini “ospite” in piazza Grande per affrontare le questioni più calde, dagli attraversamenti di Gigetto alla Bretella.
Assessore, come cambieranno i passaggi a livello della Modena-Sassuolo nell’area sud della città?
«I passaggi a livello che spariranno sono due: il primo in via Panni, il secondo in via Mantegna. Si tratta però di due situazioni molto diverse: se nel primo caso la soluzione individuata è quella di un sottopasso per auto e bici, in via Mantegna la stessa scelta sarebbe impossibile, perché la zona è molto abitata e le case sono troppo vicine all’attraversamento. Del resto, trovare una soluzione è indispensabile, dal momento che quello è l’unico accesso all’area residenziale e alle scuole, e più di una volta è successo che il passaggio a livello si sia bloccato: al momento stiamo studiando altre soluzioni, come quella del collegamento dell’area a via Fratelli Rosselli o al sottopasso che nascerà in via Panni».
Via due passaggi a livello, dunque. E gli altri?
«Eliminare i passaggi a livello porta dei benefici soprattutto dove questi attraversamenti sono sufficientemente distanziati tra loro, come nel caso dei passaggi “Fornaci”, via Panni e via Mantegna. Quelli più prossimi alla stazione piccola, invece, sono molto più vicini tra loro, con la conseguenza che per avere un impatto significativo sul traffico bisognerebbe toglierli tutti, cosa che al momento non è possibile, anche per una questione di costi». Quando partiranno i lavori e quanto costeranno? «Siamo già a buon punto con la progettazione e contiamo di avere tutto pronto per la fine dell’anno, in modo da poter partire con i cantieri a inizio 2019. Per quanto riguarda i costi, credo che si supereranno i tre milioni, che arriveranno dalla Regione».
Restando a via Panni, c’è il problema dell’incrocio con la via Giardini, dove è praticamente impossibile svoltare a sinistra. Possibile una rotatoria?
«No, perché in quell’incrocio non c’è lo spazio sufficiente per realizzare una rotatoria. L’unica soluzione possibile, che al momento stiamo studiando, è quella di un semaforo, che probabilmente in quel punto aiuterebbe a smaltire il traffico, risolvendo il problema della svolta verso Formigine».
Passando dal ferro alla gomma, martedì si è parlato della Complanarina.
«Al momento stiamo aspettando il parere del Consiglio di Stato, ma non dovrebbero esserci problemi perché i circa 50 milioni che serviranno arriveranno da Autostrade per l’Italia. L’auspicio è quello di poter partire con i lavori nei primi mesi del 2019, anche perché crediamo molto in un’infrastruttura che consentirà agli automobilisti di spostarsi dalla Modena sud alla nord con un sistema “a pettine”, che permetterà di entrare e uscire dove si vuole, alleggerendo il traffico sulla Vignolese, oggi molto penalizzata».
Modena nord, appunto: come siamo messi con i lavori? E’ previsto anche un aumento delle porte del casello?
«La nuova rotatoria sarà conclusa entro l’estate, e dunque tra pochi mesi si potrà accedere o uscire dal casello utilizzando una doppia corsia e non più con la corsia singola come avviene ora. Per quanto riguarda il casello, la società non ha in previsione un aumento delle porte, perché è convinta che il problema stesse tutto nel collegamento al quale stiamo lavorando. A settembre, a lavori conclusi, sapremo se è proprio così…».
Restando sulla “gomma”, c’è la Bretella.
«Per il tratto modenese siamo convinti che i vantaggi siano superiori agli svantaggi. Se da una parte ci sarà un indubbio impatto sul territorio, dall’altra con la Bretella la via Emilia tornerebbe ad essere una strada “urbana” e non la via più utilizzata anche dal traffico pesante per dirigersi verso ovest. E’ ovvio che per farlo bisognerebbe eliminare i pedaggi dal progetto, ma su questo anche la Regione è con noi».
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