Albareto, cade dalla moto e muore a 41 anni
Giuseppe Di Guardo un centauro di 41anni è morto ad Albareto, a pochi metri dalla sua abitazione Saranno le immagini delle telecamere presenti nella zona a chiarire l'esatta dinamica del tragico inicidente
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MODENA. Il vicinato aveva sentito il rombo di quella moto rossa nel pomeriggio: per Giuseppe Di Guardo, 41 anni, la Ducati rossa di grossa cilindrata era una passione. Anche nella sua foto, nella pagina Facebook, la potente rossa era immortalata, assieme alla moglie Alessia. Una passione che purtroppo si è rivelata fatale, in pochi maledetti secondi, ieri pomeriggio alle 16.20 ad Albareto, Una morte incredibile, quasi assurda per la dinamica dell’incidente. Di Guardo ha perso il controllo, la moto è scivolata e, con lui, è schizzata contro il cordolo di un’aiuola del parcheggio vicino proprio alla sua casa. E lui, che era senza casco, ha perso la vita sul colpo. Nulla da fare. Inutile ogni soccorso.
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E tutto a pochi metri da casa, in quella via della Quercia che sbuca proprio nel parcheggio adiacente all’ala del ristorante bar della polisportiva Forese Nord. Era poco più di un anno che il 41enne, che aveva lavorato per la cooperativa Gulliver, abitava nell’appartamento di Albareto, assieme alla moglie Alessia Anguilano e alla figlia di lei. Come più di un vicino ha raccontato agli agenti della polizia municipale che cercavano testimonianze sull’accaduto, Giuseppe aveva lavato la sua Ducati, un modello di circa otto, nove anni fa, che aveva acquistato da un paio d’ anni. L’aveva lavata e poi asciugata con cura
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«Era nel cortile, l’ho visto e l’ho salutato - ha riferito un’anziana vicina - poi lui è salito sopra alla moto e mi ha detto “vado un attimo a prendere le sigarette”. Poi è partito. Mi è passato di fianco e ho sentito il botto». La polizia municipale è riuscita a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente grazie alle telecamere di videosorveglianza installate dal gestore del bar ristorante della polisportiva. Si vede chiaramente come il 41enne imbocchi la curva stringendo alla propria sinistra senza però riuscire a svoltare. La moto segue una traiettoria dritta, come nelle scene che si vedono nei moto-mondiali, finendo contro il cordolo e superandolo con un balzo. È molto probabile che Giuseppe si sia accorto di stare procedendo a velocità un po’ troppo sostenuta e che quindi, nell’imboccare la curva, abbia d’istinto messo mano ai freni. Ma forse i freni erano ancora bagnati o sono stati “tirati” troppo bruscamente: sta di fatto che la moto è diventata incontrollabile facendolo finire contro il cordolo che ne ha causato la morte. Erano le 16.20. La moglie è arrivata sul posto poco dopo e disperata ha accusato un malore. Via via sono arrivati altri parenti e amici che si sono trovati davanti lo strazio muto del corpo sotto al lenzuolo, accanto alla moto adagiata nel parcheggio.
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