Polo Gls, il Tar dà ragione al Comune
Bocciato il ricorso del comitato viale Gramsci. Bortolamasi: «Lo sviluppo non si ferma a carte bollate»
Dopo mesi di battaglie che lo hanno visto in difficoltà - soprattutto dopo la “biciclettata” del 21 settembre a Vaciglio - il Comune festeggia la prima vittoria sul fronte nuovi insediamenti. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti respinto, considerandola non fondata, la domanda di sospensiva presentata da 35 cittadini - molti dei quali aderenti al comitato di viale Gramsci, ma sul tema aveva combattuto molto anche il comitato “Mobastacemento” - contro l’insediamento in via Massarenti dell’azienda di trasporti Gls, che attualmente si trova in affitto nella zona di Ponte Alto e ha necessità di ampliamento. In particolare, nel ricorso si chiedeva la sospensione dell’efficacia della delibera di permesso di costruire convenzionato approvata all’unanimità dal Consiglio comunale in dicembre. Il Tar, visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune, di Cfs immobiliare spa e di General logistics systems Italy spa, con l’ordinanza emessa mercoledì ha ritenuto che «ad un sommario esame, i motivi dedotti non appaiano supportati da sufficiente fumus boni iuris», ovvero la “parvenza di buon diritto”. Il Tar ha ritenuto anche che non fosse provato «il lamentato danno grave e irreparabile» per la costruzione dello stabilimento. Respingendo la domanda cautelare, il Tribunale quindi ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese della fase cautelare per una cifra complessiva di seimila euro (per i quali il comitato promotore si era autotassato). Una sentenza salutata positivamente anche dal Pd: «La giustizia amministrativa - commenta il segretario cittadino Andrea Bortolamasi - ha fatto tabula rasa dell’azione promossa da 35 cittadini contro l’insediamento dell’azienda di trasporti Gls. E’ diritto di tutti, naturalmente, provare a far valere le proprie ragioni, ma non si possono bloccare indefinitamente progetti, che hanno effettuato un regolare percorso amministrativo e hanno raccolto tutti i placet necessari, a suon di carte bollate. Il rischio è quello di paralizzare parti della città e possibilità di sviluppo imprenditoriale e occupazionale. Il progetto Gls - incalza il segretario - è emblematico: localizzato in un’area produttiva specializzata di Modena nord, comporterà un investimento del privato del valore di circa 2,5 milioni e consentirà un deciso incremento dell’occupazione. In questi ultimi tempi - conclude Bortolamasi - sembra essersi prodotta una sorta dicotomia: da una parte chi dice di no a priori e pensa solo a ricorrere al Tar, dall’altra chi, come il Pd, prova a costruire soluzioni condivise, come testimonia anche l’emendamento al bilancio che punta alla realizzazione di nuovi boschi urbani. La città deve essere sostenibile e vivibile, ma non imbalsamata». (l.g.)
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