Due banditi, un colpevole
Mirandola. Rapina di via Agnini. Giudice assolve un imputato
MIRANDOLA. La sera del 12 novembre 2016 due banditi scaraventarono a terra Carlo Pignatti, rapinando la figlia Stefania, titolare della tabaccheria “Rivendita 26” di via Agnini. Dopo pochi giorni la polizia del commissariato di Mirandola arrestava due uomini, un campano e di un siciliano, residenti a San Felice e Medolla. Ma ieri il giudice con rito abbreviato ne ha condannato uno solo: Massimo Baggieri, 55 anni, il medollese. Tre anni di reclusione. L’altro imputato, M.M., difeso dallo studio legale Zaccaria-Rotella, è stato invece assolto con formula piena. Quella sera due banditi arrivarono in moto, con un'arma da fuoco, abiti, casco e serbatoio travisati con della plastica nera. Gettarono a terra Carlo, che aveva tentato di chiudere la porta, andandosene con cinquemila euro tra contanti e gratta e vinci. La polizia era partita da un fotogramma che ritraeva la moto in via Agnini, arrivando ad acquisire tutte le targhe e i proprietari italiani di quel modello. Poi fu fatto un sondaggio a tappeto in tutte le tabaccherie dove si erano presentati giocatori da "Gratta e vinci" per incassare, con i numeri corrispondenti a quelli rapinati a Mirandola.
Così dalla targa dell’auto dei due riscossori la polizia era risalita all'affidatario, risultato il campano arrestato. Setacciando le sue amicizie, è spuntato il siciliano, proprietario di una moto che corrispondeva precisa a quella fotografata in via Agnini. Dalla perquisizione spuntarono casco, scarpe e guanti usati per la rapina, e anche il secondo finì in manette. (ase)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
