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DOPO IL COLPO DELL’ALTRA SERA IN VIA MATTEOTTI 

Tabaccaio rapinato: «Servono pene certe»

Tabaccaio rapinato: «Servono pene certe»

«Mi faccio 13-14 ore al giorno qua dentro e credo di essere nel giusto affermando che sarebbe ora di finirla, visto che sto inanellando furti e rapine, una dopo l'altra». Dopo l'ennesimo atto...

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«Mi faccio 13-14 ore al giorno qua dentro e credo di essere nel giusto affermando che sarebbe ora di finirla, visto che sto inanellando furti e rapine, una dopo l'altra». Dopo l'ennesimo atto criminoso nei confronti della sua tabaccheria di via Matteotti, Silvano Mazzoni, stavolta colpito con il calcio di una pistola da un individuo non riconoscibile perchè col viso coperto da una sciarpa, il giorno dopo ed a mente serena racconta l'accaduto con sconcerto. «Erano circa le 18.50 – dice – quando è entrato questo individuo, mi ha minacciato, gli ho chiesto il motivo e mi ha risposto senza che capissi nulla, poi è andato verso la “ribaltina” del bancone, cercando di entrare. Quando ho reagito ha tirato fuori una pistola, io gli sono andato incontri spingendolo fuori ed allora mi ha colpito in testa e poi ha guardato dentro al cassetto ed è scappato a piedi dileguandosi verso il vicino parchetto». Difficile riconoscerlo. «Era alto – continua Mazzoni – magro e non posso aggiungere altro, visto che le due parole che ha pronunciato non sono state comprensibili e non perchè fossero in un'altra lingua, solo che le ha farfugliate a bassa voce. Poi sono arrivati i carabinieri, l'ambulanza e sono stato accompagnato per i controlli in ospedale. Certo, ho rischiato: se mi avesse colpito due centimetri più in giù non sarei qui a raccontarlo. Comunque sono stanco, non è facile essere sempre sotto pressione. Le forze dell'ordine fanno quello che possono ma non possono mica stare qui davanti tutto il giorno e nemmeno davanti ad altri negozi...». Anche i clienti entrando hanno portato solidarietà, per quello che conta. «Mi viene da piangere – ha detto una cliente – ma sono convinta che ci vorrebbe una certezza della pena e per chi viene colto sul fatto anche pene di una certa misura. Certo che se invece di condannare questi poveri commercianti, come è successo a Formigine, si condannassero i delinquenti, invece di farli uscire dopo 4 giorni, tutto sarebbe più giusto...». (a.s.)

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