«Tanta cassa integrazione e poca certezza sul futuro»
«Previsti altri ammortizzatori e in tre anni qui si è passati da 300 a 190 operai: nessun nuovo modello, quelli vecchi prodotti solo per il mercato extra-europeo»
Un nuovo allarme del sindacato Fiom-Cgil sul futuro dello stabilimento modenese di Maserati. Allarme che si è aggravato dopo gli incontri con la direzione aziendale.
In una nota, firmata dal segretario provinciale Cesare Pizzolla, Fiom-Cgil Modena sostiene che «dopo l’ennesima cassa integrazione effettuata a gennaio 2018 (5 giorni a fine gennaio e 2 giorni a inizio febbraio), si è svolto l’incontro tra direzione aziendale Maserati e Fiom/Cgil per la procedura del nuovo periodo di cassa integrazione per 7 giorni. Questa ulteriore richiesta conferma un problema che sta diventando sempre più strutturale, in quanto dal settembre 2015, Maserati ha utilizzato 11 mesi di ammortizzatore sociale. L’azienda ha confermato che nel 2018 si prospetta una produzione equivalente a quella del 2017, quindi l’utilizzo degli ammortizzatori sociali continuerà anche nei mesi prossimi. L’azienda non si esprime su quando e se arriveranno nuovi modelli da produrre a Modena. Nel perimetro dello stabilimento sono occupati meno di 190 operai, rispetto ai 300 operai del 2015, numero quest’ultimo che sino a qualche mese fa, per ammissione anche della stessa l’impresa, non doveva scostarsi di molto per avere un’organizzazione efficiente ed adeguata alla capacità minima produttiva del sito. Entro giugno 2018 l’azienda conferma che i 2 modelli Maserati prodotti a Modena continueranno ad essere prodotti soltanto per il mercato extra-europeo. Si riducono gli spazi produttivi all’interno dello stabilimento, dove si producono le auto a marchio Maserati e le Alfa 4C».
Fiom-Cgil passa poi a ricordare le promesse non mantenute nei precedenti Piani aziendali: «Due Piani industriali sono stati disattesi - dice il sindacato - Nel Piano 2014 era previsto un nuovo modello per Modena a partire dal 2018, ora anche il terzo Piano comincia dalla mancanza di un confronto preventivo con tutte le organizzazioni sindacali. La Fiom/Cgil ha anche rilevato che, nonostante gli oltre 40 lavoratori Maserati in distacco in altre aziende del Gruppo, con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che si prospetta nei prossimi mesi, il grado di saturazione degli impianti è ridotto del 25%. Fiom/Cgil ha invitato tutti i candidati del collegio di Modena città alle elezioni a un confronto a porte chiuse sul futuro di Maserati».
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